Focus economia22/11/2022

Manovra, Meloni: "Ci sono tre tasse piatte: aiutiamo il ceto medio"

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Giorgia Meloni

«Alla base delle norma che conta complessivamente 35 miliardi di euro (21 miliardi per l'energia) ci sono due grandi priorità: la crescita, cioè mettere in sicurezza il tessuto produttivo e, dall altra parte la giustizia sociale a dire l attenzione alle famiglie e ai redditi più bassi». Lo dice la presidente del consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa di presentazione delle misure contenute nella legge di bilancio varata dal consiglio dei ministri il 21 novembre. «Presentando la Nadef avevamo indicato una linea prudente, responsabile e sostenibile: credo che l abbiamo dimostrato, con l aggiunta di un approccio coraggioso e giusto. Nella manovra ci sono tre tasse piatte , tra cui quella "sui redditi incrementali alle partite Iva che hanno una tassa piatta del 15% sul maggiore utile conseguito rispetto al triennio precedente con soglia massima 40 mila euro, il che dimostra che si tratta di una misura rivolta al ceto medio, che non favorisce i ricchi e riconosce i sacrifici di chi lavora" ha spiegato la premier. Meloni ha ricordato l aumento della flat tax a 85mila euro e "l introduzione della tassa piatta al 5% sui premi di produttività fino a 3mila euro contro il 10% previsto attualmente e fa il paio con estensione fringe benefit". La presidente del consiglio: "Non favoriamo i ricchi, nessun condono, solo operazioni di buon senso. Abbiamo varato la flat tax incrementale, quella a 85mila euro e quella sui premi di produttività". E sul reddito di cittadinanza: "Si invoca la piazza ma lo Stato non può occuparsi di persone da 18 a 60 anni". Ne parliamo con Dino Pesole, editorialista del Sole 24 Or e.

Enel annuncia 21 miliardi di cessioni. Energia rinnovabile al 75%
Enel si prepara a uscire da 5 mercati esteri (Romania, Perù, Argentina) con un piano di dismissioni da 21 miliardi da realizzare entro il 2023. L'obiettivo è focalizzarsi su Paesi 'core'", quindi Italia, Spagna, Stati Uniti, Brasile, Cile e Colombia. Il piano industriale al 2025 prevede che le cessioni abbiano l'effetto di ridurre l'indebitamento netto di circa 20 miliardi rispetto ai 69 miliardi raggiunti a fine settembre 2022, con una contrazione che il prossimo anno sarà complessivamente di 12 miliardi per attestarsi a circa 52 miliardi nel 2023 (con una previsione di chiudere il 2022 tra 58 e 62 miliardi). L'obiettivo di Enel è continuare a investire, tra digitalizzazioni delle reti e accelerazione verso le rinnovabili, nonché dare soddisfazione ai soci tramite dividendo in aumento, in primis al Governo socio di controllo con oltre il 30% delle quote. La società vuole sfruttare il momento "caldo" del mercato del gas per uscire completamente dal settore. mentre l'uscita dal carbone era già prevista al 2025. Il tutto portando la generazione da fonti rinnovabili a circa il 75% del totale. Approfondiamo il tema con Francesco Starace, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel.

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