Focus economia15/04/2022

Segnali di ripresa per il turismo pasquale

Dopo due anni alle prese con le restrizioni anticovid, sembrano incoraggianti i numeri per le prenotazioni nei prossimi giorni di festa...

  • 0

Dopo due anni alle prese con le restrizioni anticovid, sembrano incoraggianti i numeri per le prenotazioni nei prossimi giorni di festa. Con la Pasqua e il weekend lungo del 25 aprile, il turismo si prepara così ad archiviare il periodo di magra e a prendere la prima boccata d'ossigeno di questo 2022. Ne parliamo con Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria.

A marzo consumi +4,8%, ma economia rallenta
L'Indicatore dei Consumi Confcommercio Icc a marzo 2022 registra una variazione del +4,8% rispetto a marzo 2021, "frutto di una crescita del 44,8% per i servizi e di un calo del 3,9% per i beni. Rispetto allo stesso mese del 2019, però, la domanda, nel complesso, è ancora mediamente inferiore dell'11,8%, con i servizi legati al turismo che pagano una distanza percentuale rispetto ai livelli pre-crisi di oltre il 30%". "I tempi per il completo recupero si dilatano: il traguardo deve essere posticipato a fine 2023", secondo Mariano Bella, direttore Ufficio studi Confcommercio. La tendenza al ridimensionamento della domanda è "confermata anche dai dati destagionalizzati, che segnalano, nel complesso del primo trimestre del 2022, una riduzione dello 0,9% rispetto all'ultimo quarto del '21". Approfondiamo il tema con Mariano Bella, direttore Ufficio studi Confcommercio.

L'effetto della decisione della Bce sui titoli di Stato. E il rischio default russo
I mercati europei hanno preso bene la scelta di ieri della Lagarde e hanno risposto con un netto calo dell'euro ai minimi di quasi due anni, fino a 1,076 sul dollaro; una fiammata dello spread btp-Bund a 165, con il decennale italiano a un soffio dal 2,50%; una tenuta delle Borse, con Milano a +0,57%. Resta il problema di difendere la crescita e le misure di politica di bilancio che serviranno per difendere famiglie e imprese: non è un mistero che Lagarde auspichi un ruolo dell'Europa con emissioni di debito comuni e un programma simile al 'recovery'. La governatrice ha dovuto scegliere tra la possibilità di una recessione in Europa e l'inflazione record (7,5% a marzo), a livelli tali da danneggiare i consumi e la crescita. Ne parliamo con Maximilian Cellino de Il Sole 24 Ore.

Da non perdere

Ascolta anche

Noi per voi