Focus economia08/07/2021

Riforme e Pnrr, Confindustria Giovani chiama i leader politici

L’Europa che ha scelto innovazione e sostenibilità per costruire il proprio futuro...

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Riccardo Di Stefano presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria

L’Europa che ha scelto innovazione e sostenibilità per costruire il proprio futuro, le imprese, il lavoro, la scienza e la democrazia come base per la vittoria sui cambiamenti climatici, sulle disparità sociali e generazionali, sulla crisi economica sono i temi del 50° Convegno Nazionale Giovani Imprenditori Confindustria, intitolato “Storia futura – l’impresa di crescere”, in programma per il 9 luglio a Genova, ai Magazzini del Cotone. (non a Rapallo per ragioni organizzative di sicurezza sul fronte Covid). Il lavoro che verrà fatto nei prossimi cinque anni sarà "cruciale, determinante" per il futuro dell'Italia: "Apriamo un dialogo", "avviamo un percorso da fare insieme", "l'obiettivo è costruire un Paese migliore". Così, i giovani di Confindustria chiamano al confronto i leader di tutte le forze politiche. 

"Un mondo sempre più fragile", presentato oggi il Rapporto del Centro Einaudi 
"La ripresa non sarà semplice, nonostante i 191,5 miliardi del Recovery Plan europeo, che arriveranno in parte come trasferimenti e in parte come prestiti a lungo termine. Una volta presentato il documento di base, la prima vera difficoltà consisterà nell'impegnare effettivamente le risorse finanziarie (il 70% nel 2021-2022 e il 30% entro il 2023) e spenderle subito dopo". Lo sottolinea il XXV Rapporto sull'economia globale e l'Italia, 'Un mondo sempre più fragile', presentato dal Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi e da Intesa Sanpaolo. Il Rapporto - a cura di Mario Deaglio, docente emerito di Economia Internazionale dell'Università di Torino - non offre ricette, ma punta a cogliere le tendenze per il futuro, le opportunità. Il Recovery Plan - spiega il Centro Einaudi - sottoporrà l'Italia a uno sforzo titanico per fare le cose nei tempi previsti. Ma non basta: anche se non sono ancora chiari gli indicatori con i quali la Commissione valuterà l'Italia e decidere se meriteremo le tranches successive di finanziamento, è certo che il successo verrà misurato non solo dalla capacità di spendere, ma anche da quella di rimuovere, con riforme adeguate, i vincoli attuali alla crescita. L'elenco delle riforme su cui l'Italia verrà valutata non esiste ancora, ma il Parlamento europeo ha già scritto nero su bianco che i Piani dovranno stimolare "il potenziale di crescita" e avere un "effetto duraturo" comportando "riforme globali".  

Ospiti: Riccardo Di Stefano, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Mario Deaglio, docente Economia Internazionale Università di Torino.  

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