Focus economia19/08/2019

La gelata dei mutui - Germania a rischio recessione - Argentina, le contromosse di Macri

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Oggi a Focus Economia: Qualcosa si è rotto, in tema mutui, in quell'equilibrio che dovrebbe regolare domanda e offerta. Secondo questa semplice legge dell'economia, offerta (prezzo) e domanda sono legate da una relazione inversamente proporzionale. Mentre il prezzo (i tassi dei mutui sia variabili che fissi) è sceso ai minimi di tutti i tempi, la domanda anziché aumentare sta diminuendo. Nel mese di giugno le richieste di mutui (sia quelli di acquisto che di surroga, ovvero lo spostamento di un vecchio mutuo presso un'altra banca) sono scese dell'11,6% su base annua (dati Crif). Ma ciò che stupisce è che la contrazione va avanti ormai da inizio anno e non ha risparmiato nessun mese. Nel frattempo però i tassi continuano a calare e viaggiano sui minimi di tutti i tempi. Oggi si può ottenere nella migliore delle ipotesi (mutuo non superiore al 50% del valore dell'immobile) l'1% sul fisso e lo 0,33% sul variabile. Quanto ai tassi medi siamo all'1,79% sul fisso e allo 0,88% sul variabile - Il ministro del Tesoro argentino Nicolas Dujovne si e' dimesso sabato sera e sara' sostituito da quello dell'Economia, Hernan Lacunza. Le dimissioni sono arrivate tre giorni dopo che il presidente Nicolas Macri ha annunciato che la sua amministrazione conservatrice sta temporaneamente aumentando il salario minimo, riducendo le tasse sui salari e attuando altre misure per aiutare i lavoratori argentini mentre il Paese lotta per superare l'inflazione galoppante, l'elevata disoccupazione e altri problemi economici. Sull'Argentina si è scatenata una vera e propria tempesta finanziaria dopo la sconfitta del presidente Macrì nelle primarie. Il prossimo 27 ottobre si terranno le elezioni presidenziali che potrebbero riportare alla Casa Rosada un peronista. La borsa di Buenos Aires ha perso il 31% mentre il peso si è deprezzato del 20% - La produzione economica complessiva potrebbe di nuovo diminuire leggermente" nella seconda parte del 2019 in Germania: lo ha detto la Bundesbank nel suo report mensile pubblicato oggi. Gli ultimi dati, diffusi solo pochi giorni fa, avevano fotografato un calo dello 0,1% dell'economia tedesca nel secondo trimestre. Cosi', se ci fosse una calo anche nel terzo trimestre, la Germania sarebbe di fatto in recessione. Per la prima volta il ministro delle Finanze Olaf Scholz ha dichiarato di essere disponibile ad allargare i cordoni della borsa e aumentare la spesa pubblica, con interventi extra fino a 50 miliardi di euro cioè pari a quanto è costata alla Germania la Grande Recessione dieci anni fa. I margini per fronteggiare una nuova crisi ci sono, ha detto Scholz, perchè la Germania ha ridotto il debito/Pil sotto il 60% in questi dieci anni di crescita.
Ospiti Vito Lops e Attilio Geroni de il Sole 24 Ore, Antonio Spazio al commento della giornata di Borsa.

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