Il falco e il gabbiano18/11/2016

Sylvester Stallone, la rivincita del perdente

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Nel 1977, sul palco degli Academy Awards, sale un attore semi-sconosciuto di 30 anni. La sua vita, fino ad allora, è fatta soprattutto di fallimenti. Ma in quel momento sta raccogliendo il suo primo, grande successo. L'attore è Sylvester Stallone, il film premiato con l'Oscar come migliore pellicola dell'anno è Rocky, che Stallone ha scritto e interpretato dopo aver visto un mitico incontro di Boxe fra Muhammad Alì e lo sfavoritissimo Chuck Wepner. Ma è un incontro che passerà alla storia: inaspettatamente Wepner resiste sotto i potentissimi colpi di Alì. Non vince, ma verrà ricordato come colui che ha saputo sovvertire il destino di tanti perdenti. È lui il modello della storia di Rocky.
Come il suo alter ego, anche Stallone nella vita ha preso tanti pugni. Fino a quel momento la sua vita è stata difficile. Senza soldi, con un'infanzia difficile alle spalle, vittima dei bulli che lo prendono in giro per quello che poi diventerà il suo famoso ghigno, ma che in realtà è il risultato di una paresi facciale, Stallone ha dalla sua una volontà fortissima che lo sprona a cercare una vita migliore, a realizzare i suoi sogni. La sua filosofia è riassunta anche in una battuta di Rocky: "La vita non è quanto forte puoi mettere a segno un colpo, ma di quanti colpi puoi prenderti e continuare lo stesso ad andare avanti".
A cura di Francesca Filiasi


Playlist

Underdog - Kasabian
Desperate Days - Mink DeVille
I'm the Coolest - Alice Cooper
Fight - The Rolling Stones
Lowside of the Road - Tom Waits
I'm a Loser - The Beatles
Eye of the Tiger - Survivor

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