Il falco e il gabbiano29/06/2018

Il cielo sopra i mondiali. Brasile 2014: alla fine vince sempre la Germania

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Per la ventesima edizione del mondiale viene scelta come sede la patria del calcio: il Brasile. Sono passati 64 anni dal famoso "maracanazo" e la voglia di riscatto nella coppa del mondo casalinga è tanta: i verdeoro, però, incappano in quello che viene ribattezzato il "mineirazo" e in semifinale rimediano una clamorosa batosta dalla Germania, che sarà campione. Italia, Spagna (è la fine del tiqui taca?) e Inghilterra se ne tornano a casa già al termine del primo turno, con gli azzurri che danno il La a un balletto di poltrone e panchine che rivoluziona il nostro calcio: si dimette Abete, subentra Tavecchio, salta Prandelli e arriva Antonio Conte. Messi piange in finale lacrime di rimpianto di quella che poteva essere la vittoria-smacco per eccellenza, con l'Argentina campione del mondo nel mondiale che doveva essere del Brasile. Ma Brasile 2014 resterà nella storia anche per la sostituzione più pazza e geniale della storia del calcio: Van Gaal manda in campo al 120' dei quarti di finale il portiere di riserva Krul tra lo stupore generale, il numero 12 para due rigori contro il Costa Rica e l'Olanda va in semifinale.

Puntata a cura di Fabio Donolato

Playlist
Tarde em Itapoã - Toquinho & Gilberto Gil
Back on the street - Utopia
Big tears - Elvis Costello
Big thing coming - Stranglers
Black night - Deep Purple
A cry for everyone - Gentle Giant
Die Roboter - Kraftwerk
Il mondo non ha età - E. Ruggeri

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