Il falco e il gabbiano14/01/2019

Cassius Clay o Muhammad Alì: the Greatest

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Muhammad Alì, nato Cassius Clay, è sicuramente uno dei più grandi pugili della storia, uno degli sportivi più influenti mai esistiti e una delle personalità più forti del Novecento. Ma lui è tanto di più, diventa il simbolo di un intero popolo quando, nel 1967, rifiuta di combattere nella Guerra del Vietnam e per questo viene arrestato, accusato di renitenza alla leva, privato del titolo di Campione del Mondo dei Pesi Massimi e della licenza per combattere sul ring. Una scelta straordinariamente coraggiosa sotto tutti i punti di vista: prima di essere riabilitato passano oltre tre anni, tra l'altro nell'età migliore per un pugile, dai venticinque anni ai ventotto, durante i quali lui perde ingaggi milionari e subisce il linciaggio mediatico di una grossa parte degli Stati Uniti, che lo giudica un vigliacco. Ma la sua battaglia come obiettore di coscienza lo rende un'icona nella controcultura degli Anni Sessanta e un simbolo per il popolo nero e per tutti gli oppressi della terra. Una volta riabilitato, è protagonista di alcuni degli eventi pugilistici più famosi della storia, tra i quali gli aspri combattimenti con l'irriducibile rivale Joe Frazier culminati nel mitico "Thrilla in Manilla" e il così detto "Rumble in the Jungle" del 1974, il drammatico match in Zaire contro il campione in carica George Foreman, dove riconquista i titoli persi sette anni prima. In un'epoca in cui i pugili fanno parlare i propri manager, lui diventa famoso per le sue arringhe provocatorie e stravaganti e trasforma radicalmente il ruolo e l'immagine dell'atleta afroamericano negli Stati Uniti, diventando un leader carismatico oltre la sua mitica carriera di pugile.
Nel 1984 gli viene purtroppo diagnosticato il Morbo di Parkinson, probabilmente un effetto della sua professione, che lo porta ad un lento ma inesorabile declino fisico. Ma questo non gli impedisce di continuare ad impegnarsi in numerose azioni umanitarie fino alla morte, avvenuta il 3 giugno 2016.

A cura di Simona Capodanno

Playlist
I'm the coolest - Alice Cooper
The daughter of time - Colosseum
The man's too strong - Dire Straits
C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones - Gianni Morandi
Purple haze - Jimi Hendrix
Good times bad times - Led Zeppelin
I stand accused - Elvis Costello
The great pretender - Enrico Ruggeri

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