Il falco e il gabbiano13/04/2015

Caryl Chessman, una vita nel braccio della morte

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Caryl Chessman nacque a St. Joseph, nel Michigan, il 27 maggio del 1921. Morì nel carcere di San Quintino il 2 maggio del 1960, giustiziato in una camera a gas.
Autore di diversi reati, dai furti d'auto alle rapine a mano armata, fu condannato a morte per rapimento, in base a una legge controversa. Combattè una lunga battaglia legale per salvarsi la vita e rimase in attesa dell'esecuzione nel braccio della morte per quasi dodici anni, tra un rinvio e un altro. In carcere divenne scrittore e pubblicò diversi libri sulla sua storia e sulla pena di morte.
A suo favore si scatenò una campagna internazionale, che arrivò anche in Italia, con un intervento pubblico anche di Papa Giovanni XXIII. Alla fine la morte arrivò ai primi di maggio del 1960. Un'ultima telefonata, quella dell'ennesimo rinvio, arrivò troppo tardi per salvarlo: chi chiamò, sbagliò numero.

A cura di Giovanni Savarese.

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