Europa Europa02/07/2022

Piccoli passi sul Clima, mentre l'Italia arretra sulla cittadinanza

Gli Stati membri hanno appoggiato la proposta della Commissione di vietare le auto che emettono CO2 dal 2035

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Nelle prime ore di mercoledì 29 giugno, e nelle ultime ore della presidenza francese, i ministri dell'ambiente degli Stati membri sono riusciti a raggiungere una posizione comune sul sistema di scambio di quote di emissione (ETS), il fondo per il clima sociale, un regolamento sulla deforestazione e il CO2 standard di emissione per auto e furgoni nuovi. Tutti i testi approvati a maggioranza qualificata. Uno dei temi più delicati è stato il dettaglio che circonda il fondo per il clima sociale, volto a sostenere le famiglie più colpite dall'ETS rivisto.
Un'altra questione delicata è stata la scadenza entro la quale tutti i nuovi veicoli nell'UE dovrebbero essere privi di emissioni. Alla fine, gli Stati membri hanno appoggiato la proposta della Commissione di vietare le auto che emettono CO2 dal 2035 in poi, anche se alcuni governi speravano di rimandarlo al 2040.
Nella seconda parte del programma si parla di diritto alla cittadinanza. Mentre discute sugli interventi da fare su di una legge ormai superata, la classe politica italiana ama spesso citare "gli altri" europei. Abbiamo voluto sentire il prof. Paolo Bonetti, docente di diritto costituzionale all'Università di Milano Bicocca, per capire se esiste un modello o quantomeno un orientamento dominante su questo delicato tema che attiene soprattutto la trasformazione della società, ma che purtroppo viene troppo spesso intossicato dal dibattito ideologico sulle migrazioni.

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