Europa Europa22/05/2021

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Bielorussia, nuova ondata di arresti. Tikhanovskaya a Radio24: "Ma il regime non può vincere"

Intervista di Gigi Donelli e Luca Steinmann

Svetlána Geórgevna Tichanóvskaja, 38 anni, è una politica bielorussa e leade dell'opposizione ad Aleksander Lukashenko. Candidatasi alle elezioni presidenziali del 2020 ha sfidato il presidente, risultato vincitore; l'esito elettorale, contestato dalle opposizioni, non è stato riconosciuto dai Paesi dell'Unione europea. Tichanovskaya dopo le elezioni (ha ottenuto il 10,9% dei voti) è fuggita in Lituania, dove già si trovavano i due figli, per timore di essere arrestata. Nella sua prima conferenza stampa dopo la fuga, il 21 agosto 2020, la Cichanouskaja ha affermato che i bielorussi "non accetteranno mai la leadership" di Lukashenko e che intende tornare in Bielorussia "quando si sentirà sicura di poterlo fare". Una circostanza che oggi sembra lontanissima a causa delle dura repressione di Minsk nei confronti dell'opposizione. Secondo osservatori occidentali la rivolta di Minsk è "l'ultima scossa di assestamento" - "una rivoluzione di velluto" - dopo il terremoto della caduta del Muro di Berlino.

Signora Tichanovskaya, il  29 maggio 2020 è una data che ha cambiato la sua vita. Con l'arresto di suo marito e di altri esponenti dell'opposizione, il suo paese, la Bielorussia, è scivolata in una drammatica fase di protesta e repressione. Lei ha chiesto per sabato 29 maggio 2021 una mobilitazione internazionale appellandosi alla solidarietà. Mentre questa data simbolo si avvicina la risposta, repressiva, da parte del governo di Lukashenko si fa ancora più dura. Partiamo da qui. 
La situazione in Bielorussia è effettivamente orribile, con una repressione che si fa sempre più dura. In questi giorni il principale sito di informazione indipendente www.tut.by è stato chiuso. Molti giornalisti sono stati arrestati e costretti al silenzio. Le norme sull'informazione in Bielorussia cambiano continuamente, in modo imprevedibile. E' impossibile capire perché il regime stia agendo in questo modo. Evidentemente vuole zittire tutti, in modo che alla gente non arrivi alcuna notizia. Sta utilizzando tutti gli strumenti possibili di oppressione. Ma quello che il regime non capisce è che queste azioni non calmeranno le persone: al contrario! Accresceranno solo rabbia e odio. Queste azioni repressive non fermeranno la gente: la gente continuerà a combattere il regime, che sta letteralmente rovinando il paese.


Ha detto che il regime sta perdendo il contatto con il popolo bielorusso: non teme che possa accadere anche a lei, visto che il regime l'ha costretta a rifugiarsi e a vivere all'estero?
Non sto perdendo il contatto con le persone che sono in Bielorussia perché le sento costantemente,  quotidianamente! Ogni giorno sento le loro paure: sento che temono in ogni momento che la polizia faccia irruzione nelle loro case. Sono in tanti ad essere costantemente sottopressione. Eppure mi dicono di esser pronti: "diteci dove e quando e scenderemo per strada"! Questa è una grande responsabilità: sarebbe facile dire, va bene andate scendete per strada a protestare, ma li arresterebbero tutti. Dobbiamo avere cura della nostra gente. Dobbiamo proteggerli. Dobbiamo cercare di trovare una soluzione senza creare altre vittime.  Ogni giorni curiamo i nostri contatti, tra gli studenti, nel mondo accademico, dialoghiamo con le reti dei sostenitori. Vede, lei mi ha chiesto se non ho paura di perdere a mia volta contatto con la società del mio paese perché adesso sono costretta a vivere fuori dal mio paese: ma io sono una di loro. Sono a mia volta moglie di un prigioniero politico. Non puoi perdere i tuoi legami se sei proprio una di loro. 

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