Effetto giorno08/11/2019

Il meglio di

Una scorta alla memoria - di Daniele Biacchessi

Liliana Segre, senatrice ed ex internata nei campi di concentramento, è diventata simbolo della memoria dell'Olocausto.La sua testimonianza, chiara e inequivocabile, dimostra come si era trasformata l'Europa negli anni Trenta e Quaranta del secolo breve sotto il dominio nazista e in Italia durante il fascismo: un cumulo di macerie travolte dall'odio, dall'antisemitismo, dalla violenza, dalla morte.

In un paese normale un simbolo come Liliana Segre non sarebbe divisivo, cioè metterebbe d'accordo tutti. Invece no. Migliaia e migliaia di post sui social, striscioni e volantini di gruppi neofascisti, cori negli stadi, l'hanno infamata, derisa, attaccata, costringendo le istituzioni a chiedere una scorta per la sua protezione.

A Liliana Segre sono giunti importanti segnali di solidarietà e di affetto da larga parte dei cittadini, e il suo caso ha travalicato i nostri confini e compiuto il giro del mondo.Cio' che è accaduto è un fatto gravissimo che dimostra come sia cambiata l'Italia in cosi poco tempo. Non solo Liliana Segre, anche la memoria del nostro paese che ha pagato un prezzo alto di morti e distruzioni durante il secondo conflitto bellico, oggi avrebbe bisogno di una protezione, di una vera e propria scorta culturale.

Perchè la storia si ripete quasi sempre due volte, ma la seconda si trasforma in una farsa.

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