Effetto giorno23/07/2020

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Le violenze dei carabinieri di Piacenza -L'analisi di Daniele Biacchessi

Di ora in ora, dall'inchiesta del Pm Maria Grazia Pradella e dalla guardia di Finanza sulle violenze e torture subite da cittadini nella Stazione Carabinieri Levante di Piacenza emergono fatti sempre più gravi.
I fatti accertati attraverso intercettazioni ambientali, telefoniche, foto e video ricordano più lo schema messo in piedi dai corpi speciali in Cile e in Argentina negli anni Settanta che quello di forze dell'ordine di un paese democratico che garantiscono la legalità in uno stato di diritto.
I sette carabinieri coinvolti avevano organizzato un sistema di spaccio di droga in piena emergenza Covid, arresti illegali, falsificazione di documenti, fino a violenze e torture contro pusher che non collaboravano.
Una piramide i cui vertici sono irraggiungibili, per dirla con le parole di uno degli arrestati, più simile a fiction tv come "Gomorra" che alle normali attività di contrasto alla criminalità organizzata.
Mele marce, dicono in molti, ma l'indagine, così precisa e articolata, non ha precedenti in Italia.
Il comandante generale dei Carabinieri Giovanni Nistri spera che quello che viene compiuto dalla maggioranza dei carabinieri possa cancellare nella memoria il male che è stato fatto, se verrà accertato, da chi non è degno di indossare questa divisa.
Arriveranno a Piacenza due stazioni mobili e otto militari di rinforzo.
Basteranno a far rientrare il danno d'immagine subito dai carabinieri nel nostro Paese?

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