Effetto giorno05/12/2019

Il meglio di

La sparizione dei proiettili dell'omicidio Pecorelli - di Daniele Biacchessi

Ci sono casi giudiziari la cui risoluzione spesso non è definitiva.
Questa è la storia di quattro proiettili tipo Gievelot usciti da una pistola automatica Beretta 7,65 di un killer che, il 20 marzo 1979, in via Orazio a Roma, uccide il direttore dell'agenzia OP Mino Pecorelli, giornalista vicino all'ambiente dei servizi segreti.
Sono reperti finiti nella nuova inchiesta, partita in seguito al sequestro di armi dell'ex militante di Avanguardia nazionale Domenico Magnetta, e che ora non si trovano più. Spariti, volatilizzati dall'Ufficio corpi di reato del Tribunale di Perugia dove si è tenuto il processo. I proiettili Gievelot, assai rari nel mercato ufficiale e clandestino, saranno ritrovati anni dopo l'assassinio di Pecorelli nell'arsenale della Banda della Magliana, nei sotterranei del ministero della Sanita . Per quell'omicidio vengono indagati, processati e poi assolti Giulio Andreotti, Claudio Vitalone, Massimo Carminati e Michelangelo La Barbera, sulla base delle rivelazioni del pentito di mafia Tommaso Buscetta.
La procura di Roma intendeva effettuare la comparazione tra i quattro proiettili e una delle armi sequestrate a Magnetta, ma tutto resterà vano.
E' la storia del passato che sembra non aver mai fine.

Da non perdere

Ascolta anche

Noi per voi