Effetto giorno14/01/2020

Il meglio di

Il nuovo Pd - L'analisi di Daniele Biacchessi


In politica, quando le cose non decollano in genere viene lanciato un nuovo progetto di partito, magari con un altro nome.
Di questa tendenza la storia repubblicana non è avara di esempi, in tutti gli schieramenti.
Lo è ancor più per la sinistra il cui partito di riferimento in trent'anni si è trasformato da Pci in Pds, Ds e Pd, imbarcando culture differenti: ex comunista, cattolica progressista, socialista.
Ora il Pd è a un bivio: divenire partito di mera testimonianza oppure rinnovarsi. Si, ma come? Nel seminario di Contigliano (Rieti), il Pd ragiona sulle alleanze di Governo, ma non propone una nuova strada da seguire per i suoi elettori, cioè un nuova identità che non può essere rappresentata nei simboli, nel nome, nel logo.
Infatti la linea strategica del partito prevede un accordo di lungo periodo con M5s (Franceschini), con i movimenti delle sardine e Friday for future (Boccia), ma manca il pensiero alto su quale modello di sviluppo proporre agli italiani.
Lavoro, ambiente e scuola ripetono tutti nel conclave di Contigliano come fosse un mantra. Per ora incombono le regionali, in Emilia Romagna e Calabria. "Dipende tutto da quello che succede li'...", mandano a dire alcuni dirigenti dall'abbazia.
Certamente il voto orienterà la rotta.

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