Effetto giorno13/02/2020

Il meglio di

I dem americani si spostano a sinistra - L'analisi di Daniele Biacchessi

Gli Stati di Iowa e New Hampshire non sono l'America, ma rappresentano certamente una tendenza politica almeno all'interno dei democratici.
Il vecchio Bernie Sanders, l'outsider per eccellenza, ha sbaragliato tutti i suoi concorrenti che corrono per le primarie dem.
Sanders parla con parole semplici, chiare, punta sui programmi più che sulla demagogia e la propaganda: College for all, Medicare for all, Jobs for all, Justice for all.
Pochi punti essenzialmente rivolti a larghe fasce del popolo americano che vive intorno, se non sotto, ai limiti della mera sussistenza. E scalda il cuore delle minoranze e dei più giovani che forniscono la base più interessante del suo bacino elettorale e del suo staff.
Rilancia il welfare, chiede maggiore sicurezza sociale, si oppone agli attacchi di Trump contro l'Iran, si scaglia duramente contro l'establishment del partito, sostiene il movimento green che riempie le piazze di tutto il mondo.
In Europa, Sanders sarebbe tuttalpiù un socialdemocratico aderente al Pse.
Invece negli Stati Uniti è definito un radical di sinistra, una mosca bianca nel sistema collaudato della burocrazia del Partito democratico.
Qui sta la novità.
Le sue inaspettate vittorie determinano uno spostamento a sinistra dei dem, non ancora del Paese che sembra ancora credere a Trump e ai repubblicani.
La sfida di Sanders è ancora tutta aperta.

Da non perdere

Ascolta anche

Noi per voi