L'Economia delle Piccole Cose21/03/2020

Nell'emergenza la riscoperta dei negozi di quartiere

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Rallenta la corsa degli italiani a fare scorte, ma a comprare ora sono le regioni del sud. Sono i dati dell'ultima settimana di acquisti degli italiani in casa per il coronavirus secondo il rapporto Iri Group che racconta i comportamenti e le paure in tempi d'emergenza. Abbiamo comprato tra cibo e prodotti per la cura della casa e della persona il 14,6% in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa, molto meno rispetto ai primi giorni di quarantena. Ma se nelle regioni del nord ovest il dato è del +7,5%, spiegabile con l'aumento dei pasti a casa, al sud la cifra arriva al 25% con acquisti sopratutto di beni durevoli segno che sta arrivando qui ora la pura e la spinta fare scorte. Con punte in Sicilia e Campania.
E dopo i carrelli pieni e gli scaffali vuoti nei grandi ipermercati, i dati ci dicono ora che compriamo, invece, nei negozi di quartiere. Sono questi la riscoperta nell'emergenza che prosegue perché più vicini, e dunque percepiti come più adatti con le nuove restrizioni, e più piccoli, quindi meno a rischio di affollamento. Ormai sature le vendite on line, dove l'attesa per una spesa arriva anche a 18 giorni, regge ancora il click&collect.
La storia della settimana ci porta invece nelle edicole, indicate come servizio essenziale ma che pagano l'emergenza sia per misure di sicurezza che per volume di affari

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