L'Economia delle Piccole Cose13/02/2021

Città e università: e se fosse un affare?

Piazze svuotate, negozi semichiusi, palazzi deserti...

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Piazze svuotate, negozi semichiusi, palazzi deserti. Gli scenari da pandemia hanno cambiato volto alle città e quelle universitarie non fanno eccezione. E se riportando la scuola e la formazione al centro dell'agenda (e non solo politica) riscoprissimo ora che la formazione è anche economia e che con le università si fanno anche girare le città?
Nelle città universitarie in questo anno accademico la disponibilità di camere è più che raddoppiata (+149%). Milano è la città record: +290%, seguita da Bologna. Ma il peso dell'indotto solo dei circa 15mila studenti stranieri di Milano vale, solo per l'alloggio, almeno 200 milioni di euro e in totale rasenta i 700 milioni all'anno. Un calcolo che tenesse conto di tutti gli aspetti della vita di uno studente fuori sede dalle rette al vitto, dai trasporti alle librerie, dalla movida alla cultura potrebbe raggiungere soprattutto nelle città più piccole cifre anche più elevate. A Pavia il 30% di chi vive in città è studente universitario. Non siamo ai livelli britannici, o americani, dove la forte domanda da parte degli studenti internazionali diventa una vera e propria economia. Ma in futuro? Le città universitarie che hanno cambiato pelle con la pandemia sono destinate a cambiare. Il motivo è già nei fatti, covid o meno; ed è il calo demografico. E allora perché non guardare oltre? Noi Facciamo i conti...

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