Due di denari23/04/2018

Affitti brevi: chi paga le tasse?

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Quello degli affitti brevi è un vero e proprio boom, incentivato anche dal moltiplicarsi delle piattaforme online che permettono - facilmente - di far incontrare la domanda e l'offerta nell'ambito turistico (e non solo) tra chi cerca una sistemazione per brevi periodi e i proprietari immobiliari che scelgono questa strada in cerca di opportunità di guadagno o quantomeno per arrotondare e ammortizzare le spese.
In questa puntata di Due di denari torniamo a fare luce, in particolare, sugli aspetti burocratici e fiscali che i diversi attori in gioco devono tenere a mente nella fase di compilazione della dichiarazione dei redditi a cui siamo chiamati tutti in queste settimane.

In particolare - con l'aiuto di Saverio Fossati del Sole 24 ORE - ricordiamo che dalla scorsa estate è scattato l'obbligo per tutti gli intermediari immobiliari di operare le ritenute del 21%, pagare insomma la cosiddetta cedolare secca. È fondamentale quindi che i proprietari verifichino che il proprio intermediario di riferimento abbia versato quanto dovuto al fisco, per non incorrere in spiacevoli conseguenze.

Anche i portali di intermediazione online sarebbero interessati dall'obbligo, anche se il più noto tra questi -Airbnb - si sta rifiutando di effettuare la ritenuta e ha fatto ricorso al Tar del Lazio chiedendo la sospensione di questa direttiva. Ci spiega le ragioni di questa posizione Matteo Frigerio, country manager per l'Italia di Airbnb.

Come ogni lunedì, apriamo la puntata chiedendoci che settimana ci aspetta sui mercati finanziari. Le previsioni della nostra MeteoBorsa sono affidate a Marco Rosati, ad di Zenit SGR.

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