Indovina chi viene a cena?29/10/2016

Chaimaa Fatihi: "Porto il velo, ma non mi avrete mai"

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Si apre con la dedica alle vite spezzate di Valeria Solesin e Giulio Regeni il libro "Non ci avrete mai" (Rizzoli), scritto da Chaimaa Fatihi, studentessa di legge di 23 anni, nata in Marocco e cresciuta in provincia di Mantova. Il libro è nato in seguito alla lettera finita sui giornali che Chaimaa ha scritto a caldo ai terroristi dell'Isis, dopo la strage del Bataclan.

Cucina del Marocco
La cucina del Marocco è apprezzata in tutto il mondo per il modo in cui concilia con raffinatezza spezie rare e profumate, pesci delicati e carni saporite. La cucina marocchina è considerata la migliore delle cucine orientali e vanta oltre 2000 anni storia col pregio di accomunare diverse realtà gastronomiche. Il pasto di mezzogiorno è il pasto principale, eccetto durante il sacro mese di Ramadan. Un pasto tipico inizia con una serie di insalate calde e fredde, seguite da un tajine. Il pane è consumato ad ogni pasto. Spesso, in un pasto formale, segue un piatto di agnello o pollo, a sua volta seguito da un couscous sormontato da carne e vegetali. I marocchini di solito mangiano con le mani e usano il pane come un utensile. Il consumo di carne di suino e bevande alcoliche è considerato har m ed è proibito dalle restrizioni alimentari musulmane.
La cucina marocchina differisce completamente dalle altre cucine arabe grazie anche all'influenza di altre culture. La Spagna ha fatto conoscere in queste terre l'olio, le olive, le noci, alcuni frutti e le erbe con cui oggi in Marocco si cucinano molti piatti. Gli Arabi diffusero l'utilizzo delle spezie; i Francesi e gli Italiani insegnarono un modo diverso di preparare le pietanze .Datteri, latte e cereali sono stati invece inseriti nella tradizione culinaria marocchina dagli Arabi beduini, mentre gli Arabi d'Oriente hanno importato le spezie, divenute elemento fondamentale della cucina marocchina. Dai Berberi la cucina marocchina ha ereditato il cuscus (piatto a base di semola, con carne e verdure) il tajne (stufati di carne o pesce cucinati nei contenitori di terracotta a forma conica) e il tè alla menta. Tradizionalmente, fare un buon tè alla menta in Marocco è considerato una forma d'arte e berlo con gli amici e la famiglia è spesso una abitudine giornaliera. La tecnica del versare è cruciale come la qualità del tè stesso. Le teiere marocchine hanno beccucci lunghi e curvi e ciò permette al tè di essere versato uniformemente in piccoli bicchieri da una certa altezza. Per un sapore migliore, i bicchieri sono riempiti in due fasi. Tradizionalmente ai marocchini piace il tè con le bolle, così mentre versano il tè tengono la teiera alta sopra i bicchieri. Infine, il tè è accompagnato con coni o zollette di zucchero.

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