Il cacciatore di libri18/08/2022

"Volevo essere Madame Bovary" di Anilda Ibrahimi e "La custode dei peccati" di Megan Campisi

"Volevo essere Madame Bovary" di Anilda Ibrahimi, una scrittrice di origine albanese che vive da oltre vent'anni in Italia...

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"Volevo essere Madame Bovary" (Einaudi) di Anilda Ibrahimi , una scrittrice di origine albanese che vive da oltre vent'anni in Italia. Nel romanzo racconta la storia di una donna, Hera, che ha lasciato l'Albania e decide di tornarci dopo vent'anni con il suo amante, quasi in contrasto con la cultura patriarcale in cui era cresciuta. Hera ha un marito italiano e dei figli nati in Italia, vive in Italia, fa la videoartista ed è una donna realizzata. Eppure vive una serie di contraddizioni che riemergono con forza nel momento in cui mette nuovamente piede in Albania. Ricorda l'adolescenza vissuta in un contesto patriarcale e in una dittatura in cui anche vestirsi in modo diverso era considerato pericoloso.

Nella seconda parte parliamo di "La custode dei peccati" della scrittrice americana Megan Campisi (Nord - traduz. Alessandro Storti). Un romanzo storico, di grande successo negli Stati Uniti, che trae spunto da una tradizione realmente diffusa nell'Inghilterra dell'800, sulla quale l'autrice inventa un rituale articolato. La protagonista è la giovane May, costretta a diventare una "mangiapeccati": deve cioè raccogliere le confessioni dei moribondi e poi mangiare le pietanze che corrispondono ai peccati commessi (per esempio tortino di colomba per avvelenamento o colomba arrosto per furto). In questo modo la "mangiapeccati" assume su di sè le colpe del defunto e l'anima può andare in paradiso. In questo suo ruolo May dovrà indagare su un mistero.

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