Il cacciatore di libri29/10/2016

"La vegetariana" di Han Kang e "La solitudine dell'assassino" di Andrea Molesini

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Un romanzo bello, forte e a tratti disturbante: è "La vegetariana" della sudcoreana Han Kang (pubblicato in Italia da Adelphi). L'autrice scava nell'animo di una donna Yeong-hye, che improvvisamente decide di non mangiare più carne, come fosse una forma di protesta nei confronti della violenza del mondo. Deperisce sempre più ed è incompresa da chi la circonda: il marito, che diventa aggressivo, il padre che continua a essere autoritario e violento, il cognato che sembra avvicinarsi a lei per poi fuggire, e la sorella che cerca di comprendere ma non è abbastanza determinata. Yeong-hye finirà in una clinica psichiatrica con il sogno di diventare un albero e mettere radici nella terra.
Nella seconda parte incontriamo Andrea Molesini (vincitore del Premio Campiello nel 2010), ora in libreria con "La solitudine dell'assassino" (Rizzoli). Un romanzo appassionante che cerca di entrare nella mente di un ottantenne che esce dal carcere dopo venti anni. Era stato condannato per omicidio, lui non ha mai negato e si porta sulle spalle un pesante senso di colpa. Eppure forse quell'omicidio aveva una ragione. Una ragione che va ricercata in fatti accaduti durante la seconda guerra mondiale e il nazismo.

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