Il cacciatore di libri14/09/2019

"I ragazzi della Nichel" di Colson Whitehead e "Capacità vitale" di Francesca Scotti

Elwood è un bambino afroamericano ...

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Elwood è un bambino afroamericano che ama ascoltare i discorsi di Martin Luther King. Siamo nell'America anni 60 segnata dalla segregazione razziale. Elwood vive con la nonna, ama leggere e studiare e può aspirare al collage. Un giorno chiede un passaggio, ma non sa che quell'auto è rubata e così finisce in riformatorio, alla Nichel Accademy. Un posto dove violenza e pestaggi da parte delle guardie sono all'ordine del giorno e a volte si arriva all'omicidio tanto che nella zona, anni dopo, vengono ritrovati i resti di alcuni ragazzi.

È la trama di "I ragazzi della Nichel" dell'americano Colson Whitehead (Mondadori -traduz. Silvia Pareschi). Whitehead aveva vinto il Pulizer con "La ferrovia sotterranea" e ancora una volta torna sul tema della segregazione razziale e lo fa con un romanzo, duro, aspro ma molto bello. Una storia di fiction che prende spunto da una vicenda reale.

Nella seconda parte incontriamo Francesca Scotti, ora in libreria con "Capacità vitale" (Bompiani). Una scrittura minimalista e controllata per raccontare una storia di emozioni forti. Adele è una donna solitaria e spigolosa, molto concentrata sul lavoro (fa l'avvocato). Ha una passione: le immersioni. Quando va nelle profondità del mare prova una calma ipnotica, l'acqua la costringe alla lentezza e la avvicina all'origine. Durante una di queste immersioni avviene un incidente e alcuni suoi amici muoiono. Adele dovrà fare i conti con il senso di colpa della sopravvissuta al quale si aggiunge un peso ulteriore: lei quel giorno non si era immersa e, dunque, non ha neanche corso il rischio.

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