Il cacciatore di libri10/10/2020

"Il teatro dei sogni" di Andrea De Carlo e "Gli affamati" di Mattia Insòlia

Andrea De Carlo ha spesso criticato la società che ci circonda attraverso l'ironia...

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Andrea De Carlo ha spesso criticato la società che ci circonda attraverso l'ironia, ha messo in evidenza vizi e malcostume facendo sorridere il lettore, anche in modo amaro. E' quello che torna a fare in "Il teatro dei sogni" (La nave di Teseo). In questo caso gli obiettivi sono due: la politica (o meglio, un certo modo di fare politica) e la televisione (o meglio, un certo modo di fare televisione, la tv delle lacrime e degli scoop a tutti i costi). La protagonista è Veronica Del Muciaro, che sognava di fare la reporter di guerra e invece fa l'inviata per un programma tv di cronaca del pomeriggio, alle dipendenze di una conduttrice che in onda sembra empatizzare con chi soffre, ma nella realtà tratta tutti malissimo, a iniziare dai suoi collaboratori. Veronica viene a sapere che il marchese Guiscardo Guidarini ha scoperto nella sua proprietà un teatro greco. Da qui nasce una corsa allo scoop, ma anche una battaglia fra due partiti politici, Rivolgimento (partito con marchio registrato) e l'Unione nazionale (partito sovranista) che vogliono accaparrarsi il merito del ritrovamento.

Nella seconda parte parliamo di un esordio: "Gli affamati" di Mattia Insolia (Ponte alle Grazie). Un romanzo pieno di rabbia, dolore e violenza. I protagonisti sono due fratelli, Paolo, 22 anni, e Antonio 19. La madre è andata via di casa per sottrarsi a un marito violento, il padre alcolista è morto un po' di tempo dopo. I due vivono in contesto di degrado e compensano il vuoto interiore dovuto all'abbandono con la rabbia. Paolo, in particolare, sembra essere una pentola a pressione pronta a esplodere, mentre Antonio, dal carattere più remissivo, rischia di implodere.

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