Il cacciatore di libri26/11/2022

"Tasmania" di Paolo Giordano e "Il serpente e il faraone" di Marco Buticchi

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"Tasmania" di Paolo Giordano (Einaudi) è un romanzo che narra di crisi: crisi personale, crisi di coppia, crisi climatica. Narra anche di traumi collettivi passati, come le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, e di traumi collettivi più recenti, come gli attentati terroristici in Europa nel 2015 a Parigi, Berlino, Londra. Tutti elementi che creano nel protagonista, che è anche voce narrante, un certo disorientamento. Il narratore viene chiamato semplicemente P.G., è un uomo fra i 35 e i 40 anni, laureato in fisica, fa lo scrittore e scrive sui giornali. Insomma il ritratto dello stesso Paolo Giordano che per la prima volta "gioca" con l'autofiction.

Nella seconda parte parliamo di un romanzo d'avventura che mescola fatti storici e finzione: si intitola "Il serpente e il faraone" di Marco Buticchi (Longanesi). Come sempre nei romanzi di Buticchi ci sono due piani temporali. In questo caso siamo intorno al 1300 a.C. nell'Antico Egitto quando il faraone Akhenaton cresce insieme a Mosè, un ebreo che è stato accolto dalla famiglia reale. Akhenaton è osteggiato della popolazione perché ha imposto il culto di un solo dio. A lui succederà il figlio Tutankhamon. Poi ci troviamo in un altro piano temporale: 1923, scoperta della tomba di Tutankhamon. Da qui sarebbero stati sottratti alcuni papiri che conterrebbero delle informazioni molto preziose sull'identità di Mosè e l'origine delle religioni.

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