Il cacciatore di libri10/08/2022

"Poco a me stesso" di Alessandro Zaccuri e "Nina sull'argine" di Veronica Galletta

Come sarebbe stata la vita di Alessandro Manzoni se la madre, Giulia Beccaria, avesse assecondato il suo istinto di libertà e non avesse sposato Pietro Manzoni?

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Come sarebbe stata la vita di Alessandro Manzoni se la madre, Giulia Beccaria, avesse assecondato il suo istinto di libertà e non avesse sposato Pietro Manzoni? Probabilmente non ci sarebbe stato un Alessandro Manzoni, eppure nel romanzo "Poco a me stesso" di Alessandro Zaccuri (Marsilio) si gioca proprio con questa ipotesi. Siamo a Milano nel 1841 e Giulia Beccaria, figlia di Cesare Beccaria, è ormai anziana, non ha sposato Pietro Manzoni, non ha figli, ma ha al suo servizio il contabile Evaristo Tirinnanzi che, nella fantasia di Zaccuri, sarebbe una sorta di alter ego di Manzoni. Un trovatello che fin dall'età di 8 anni sente una voce e la trascrive su alcuni fogli.

Nella seconda parte parliamo di "Nina sull'argine" (minimum fax) è il secondo romanzo di Veronica Galletta che aveva esordito con "Le isole di Norman" (Italo Svevo) che aveva vinto il Campiello Opera Prima, mentre questo romanzo è arrivato in finale al Premio Strega. Si racconta la storia di una donna, Caterina, ingegnere che riceve il suo primo incarico come direttore lavori per la costruzione di un argine e opere idrauliche. La dedizione e l'impegno che Caterina mette in questo lavoro sono anche un modo per superare un abbandono, perché il compagno Pietro è andato via di casa. Nel cantiere, dove deve affrontare un atteggiamento maschilista, Caterina incontra un operaio che le dà indicazioni importanti sul lavoro, ma anche sulla vita.

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