Il cacciatore di libri01/07/2017

"La notte ha la mia voce" di Alessandra Sarchi e "Un'educazione milanese" di Alberto Rollo

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Conto alla rovescia per i premi letterari italiani più ambiti. In questa puntata parliamo con uno dei finalisti del Premio Strega e con un finalista del Campiello.

"La notte ha la mia voce" di Alessandra Sarchi (Einaudi) finalista Premio Campiello. Un romanzo intenso e soprattutto vero. Racconta la storia di una donna che in seguito a un incidente stradale diventa paraplegica (come la stessa autrice anche se non è un romanzo autobiografico). All'inizio la protagonista esprime soprattutto rabbia. Non solo e non tanto per il fatto di non poter più camminare, ma soprattutto perché non ha più la sensibilità dalla vita in giù e abita un corpo estraneo. Fondamentale per trovare un nuovo equilibrio è l'incontro con un'altra donna in carrozzina, la donnagatto. Lavora in un telefono erotico e ha un approccio più luminoso con la sua realtà.

"Un'educazione milanese" di Alberto Rollo (Manni) è invece uno dei cinque finalisti del Premio Strega. Un memoir in cui Rollo partendo dalla sua storia personale racconta la storia di una generazione, quella di chi oggi ha più di 60 anni e vive a Milano. La "cultura del fare" ereditata dai genitori, ma anche l'educazione operaia impartita dal padre. L'infanzia, l'adolescenza e la giovinezza nella Milano dagli anni 50 in poi.

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