Il cacciatore di libri16/04/2022

"Niente di vero" di Veronica Raimo e "Poco a me stesso" di Alessandro Zaccuri

Un romanzo ironico e dissacrante sulla famiglia, nello specifico sulla famiglia dell'autrice...

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Un romanzo ironico e dissacrante sulla famiglia, nello specifico sulla famiglia dell'autrice. Una famiglia come tante, senza traumi particolari, che però nel romanzo assume toni anche comici. I difetti e le ossessioni di ognuno dei componenti vengono estremizzati per ottenere l'effetto umoristico. Il romanzo è "Niente di vero" di Veronica Raimo (Einaudi). Con una voce irriverente, con ironia e autoironia (anche sferzante), Veronica Raimo racconta episodi della sua infanzia e adolescenza. Una madre estremamente ansiosa, un padre ipocondriaco che teme germi e batteri, un fratello considerato geniale.
Come sarebbe stata la vita di Alessandro Manzoni se la madre, Giulia Beccaria, avesse assecondato il suo istinto di libertà e non avesse sposato Pietro Manzoni? Probabilmente non ci sarebbe stato un Alessandro Manzoni, eppure nel romanzo "Poco a me stesso" di Alessandro Zaccuri (Marsilio) si gioca proprio con questa ipotesi. Siamo a Milano nel 1841 e Giulia Beccaria, figlia di Cesare Beccaria, è ormai anziana, non ha sposato Pietro Manzoni, non ha figli, ma ha al suo servizio il contabile Evaristo Tirinnanzi che, nella fantasia di Zaccuri, sarebbe una sorta di alter ego di Manzoni. Un trovatello che fin dall'età di 8 anni sente una voce e la trascrive su alcuni fogli.

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