Il cacciatore di libri15/08/2022

"La felicità del lupo" di Paolo Cognetti e "La stazione" di Jacopo De Michelis

Un romanzo sulla voglia di ricominciare e sulla ricerca della felicità

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Un romanzo sulla voglia di ricominciare e sulla ricerca della felicità. "La felicità del lupo" di Paolo Cognetti (Einaudi) arriva quattro anni dopo "Le otto montagne", Premio Strega 2017, da cui è stato tratto un film. Ancora una volta la montagna è una delle protagoniste. Montagna intesa come luogo dell'anima, ma anche come luogo dei desideri. Il protagonista è Fausto, scrittore 40enne, che si rifugia in montagna dopo la fine di una relazione durata dieci anni. Qui fa il cuoco nella locanda di Babette, che a sua volta aveva lasciato la città anni prima, e qui incontra anche Silvia, 27 anni, cameriera, con la quale nasce una storia d'amore.

Nella seconda parte parliamo di "La stazione" di Jacopo De Michelis (Giunti), un romanzo piuttosto corposo (864 pagine) che è come una matrioska perché contiene diversi romanzi. Innanzitutto è un thriller che però a un certo punto vira sul gotico e sul fantastico con elementi magici e riti vudù. E' un romanzo storico, c'è una storia d'amore e un focus sul rapporto padre-figlio. Infine è la storia di un luogo: la stazione centrale di Milano. Il protagonista è Riccardo (detto Cardo) Mezzanotte, giovane ispettore della Polizia ferroviaria dal passato problematico. Vuole indagare su un caso sottovalutato dai suoi superiori: in stazione vengono ritrovati animali uccisi e barbaramente mutilati. In contemporanea la giovane Laura Cordero, di famiglia borghese, fa la volontaria in un centro per senzatetto, mettendo così alla prova il suo dono: ha la capacità di avvertire le emozioni degli altri. Laura inizia a "indagare" su due bambini che vede aggirarsi la sera intorno alla stazione, accorgendosi ben presto di essere l'unica a vederli.

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