Il cacciatore di libri10/11/2018

"Mio fratello" di Daniel Pennac e "La stanza della tessitrice" di Cristina Caboni

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Daniel Pennac torna in libreria con un piccolo romanzo molto intimo, "Mio fratello" (Feltrinelli - traduz. di Yasmina Melaouah). E' un libro che parla del fratello Bernard, morto circa vent'anni fa per quello che Pennac definisce un errore medico. Un fratello molto amato, anche dal resto della famiglia, ma anche molto sfortunato: da ragazzo una delusione d'amore lo aveva segnato profondamente, aveva una moglie anaffettiva e aveva anche tentato il suicidio. Il ricordo di Bernard si intreccia nel libro di Pennac in modo assolutamente originale a un racconto di Melville, "Bartleby lo scrivano" in cui il protagonista, assunto in uno studio legale, risponde a qualunque richiesta del capo con un laconico "preferirei di no". Le vicende umane di Bernard e Bartleby sono legate da un elemento fondamentale: la mancanza di desiderio, che nel fratello di Pennac diventa soprattutto mancanza di aspirare al superfluo. Nell'intervista Pennac ci parla del libro, ma anche della sua idea di esser fratello.


"La stanza della tessitrice" (Garzanti) è il nuovo romanzo di Cristina Caboni, la scrittrice sarda conosciuta soprattutto per il suo successo "Il sentiero dei profumi". In questo libro si parla di tessuti, vestiti e moda. Camilla è una giovane stilista appassionata di storia della moda che riceve da una donna che le ha fatto da madre un incarico speciale: trovare la sorellina che non ha mai conosciuto e di cui si erano perse le tracce da decenni. Unico indizio, un vestito all'interno del quale è cucito un sacchetto, marchio di fabbrica di una stilista degli anni 40 a Parigi. Un romanzo che ha a che fare con piccoli misteri e con i tessuti (all'inizio di ogni capitolo ci sono curiosità sui vari filati).

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