Il cacciatore di libri09/08/2022

"La foglia di fico" di Antonio Pascale e "Stirpe e vergogna" di Michela Marzano

Un libro che parla della natura umana, delle emozioni, del senso della vita, attraverso le piante

  • 0

Un libro che parla della natura umana, delle emozioni, del senso della vita, attraverso le piante. Il ciliegio diventa metafora del desiderio, l'ulivo è simbolo di democrazia, il cactus indica forza e resistenza, ma anche solitudine. In "La foglia di fico - Storie di alberi, donne e uomini" (Einaudi), Antonio Pascale scrive racconti di vita che si intrecciano a riflessioni esistenziali e metafore botaniche. Un libro in parte autobiografico in cui Pascale racconta episodi della sua vita (l'infanzia, l'adolescenza, gli amori, il lavoro) precisando che l'io narrante è vero, mentre gli altri personaggi sono inventati.

Cosa succede se una persona cresciuta in una famiglia di sinistra, che si è impegnata politicamente a sinistra, che ha portato avanti le battaglie della sinistra, un giorno scopre che il nonno è stato fascista? Non un fascista per convenienza o per opportunismo, ma un fascista convinto, uno della prima ora, uno squadrista che ha anche preso parte alla marcia su Roma. Lo racconta Michela Marzano, scrittrice e filosofa, nel romanzo "Stirpe e vergogna" (Rizzoli) ricostruendo la storia della sua scoperta privata. Tutto è nato nel momento in cui si è accorta che il padre ha cinque nomi fra i quali Benito, di cui non aveva mai saputo nulla. Lentamente ricostruisce la storia del nonno Arturo, ma riscostruisce anche la storia della sua famiglia, soprattutto del padre che con i figli è stato sempre aspro e severo.

Da non perdere

Ascolta anche

Noi per voi