Il cacciatore di libri16/10/2022

"Il continente bianco" di Andrea Tarabbia e "Magnificat" di Sonia Aggio

Raccontare il male è qualcosa che Andrea Tarabbia ha fatto in romanzi che ripercorrono vicende reali...

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Raccontare il male è qualcosa che Andrea Tarabbia ha fatto in romanzi che ripercorrono vicende reali come la strage di Beslan, gli omicidi del mostro di Rostov, la vita del madrigalista Gesualdo da Venosa che uccise la moglie. Ancora una volta Tarabbia decide di indagare il male e il suo fascino nel romanzo "Il continente bianco" (Bollati Boringhieri), un romanzo che è anche un gioco letterario perché riprende la storia narrata in "L'odore del sangue" di Goffredo Parise, pubblicato alla fine degli anni '70. Una donna dell'alta borghesia romana inizia una relazione con un giovane neofascista, Marcello Croce. Il narratore resta affascinato e turbato da questo giovane e decide di indagare sul Continente Bianco, il movimento eversivo creato da un gruppo di estremisti di destra.

Nella seconda parte parliamo di "Magnificat" (Fazi), opera prima di Sonia Aggio. Un romanzo ambientato nel Polesine nel 1951, l'anno di una grande alluvione, in cui la natura è meravigliosa, ma anche potente e cattiva. Le protagoniste sono due cugine, Nilde e Norma, che vivono insieme da quando hanno perso i rispettivi genitori in guerra. Nilde ha un carattere più dolce e accomodante, mentre Norma è determinata. Tutto inizia quando nel giugno 1951 Norma torna a casa leggermente ferita, dice di essere caduta dalla bici, ma da quel momento inizia a diventare aggressiva e misteriosa. E il mistero si intreccia, così, con elementi sovrannaturali.

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