Il cacciatore di libri09/05/2020

"I colpevoli" di Andrea Pomella e "I ragazzi della Nickel" di Colson Whitehead Premio Pulitzer 2020

A 8 anni Andrea decide di abbandonare il padre e gli scrive ...

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A 8 anni Andrea decide di abbandonare il padre e gli scrive una breve lettera: "Non voglio vederti più". È un atto di protesta nei confronti di quel padre che ha abbandonato la madre per vivere con un'altra donna. Padre e figlio non si parleranno per 37 anni. Poi Andrea diventa a sua volta padre, lentamente cambia qualcosa e i due si riavvicinano. "I colpevoli" di Andrea Pomella (Einaudi) è un romanzo sul ricongiungimento con il padre, ma è soprattutto, come scrive lo stesso autore, "una lettera dai giorni del perdono". Un romanzo intenso e molto bello, pieno di riflessioni sui concetti di tradimento, perdono, pentimento e pietà, un libro in cui un fatto personale diventa letteratura.

Nella seconda parte vi proponiamo nuovamente l'intervista a Colson Whitehead perché il 4 maggio ha vinto il Pulitzer per la narrativa 2020 con il romanzo "I ragazzi della Nickel" (Mondadori - traduz. Silvia Pareschi). Lo scrittore afroamericano ha fatto dunque il bis dopo aver vinto lo stesso premio nel 2017 con "La ferrovia sotteranea" (Sur - traduz. Martina Testa). "I ragazzi della Nickel" racconta la storia di Elwood, un bambino afroamericano che ama ascoltare i discorsi di Martin Luther King. Siamo nell'America anni 60 segnata dalla segregazione razziale. Elwood ama leggere e studiare e può aspirare al collage, ma finisce per errore in riformatorio, alla Nichel Accademy. Un posto dove violenza e pestaggi da parte delle guardie sono all'ordine del giorno e a volte si arriva all'omicidio. Una storia di fiction che prende spunto da vicende realmente accadute per decenni alla Dozier School in Florida e scoperte solo nel 2014 con il ritrovamento dei resti di alcune vittime.

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