Il cacciatore di libri02/07/2022

"Il codice dell'illusionista" di Camilla Lackberg e Henrik Fexeus e "Volevo essere Madame Bovary" di Anilda Ibrahimi

La regina svedese del giallo, Camilla Lackberg, ha inaugurato una nuova serie di thriller...

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La regina svedese del giallo, Camilla Lackberg, ha inaugurato una nuova serie di thriller, scritta a quattro mani con il mentalista Henrik Fexeus. Il primo volume della trilogia è "Il codice dell'illusionista" (Marsilio - traduz. Alessandra Albertari e Laura Cangemi). I protagonisti sono Mina Dabiri, poliziotta piena di fobie, e Vincent Walder, famoso mentalista. Mina deve indagare sull'omicidio di una donna trovata morta in una cassa di quelle che si usano per gli spettacoli di magia, con il corpo trafitto da alcune spade. È per questo che Mina decide di coinvolgere Vincent che conosce a fondo il mondo dell'illusionismo. Gli omicidi aumentano e sul corpo delle vittime vengono ritrovati dei segni, forse la firma del serial killer.

Nella seconda parte parliamo di "Volevo essere Madame Bovary" (Einaudi) di Anilda Ibrahimi, una scrittrice di origine albanese che vive da oltre vent'anni in Italia. Nel romanzo racconta la storia di una donna, Hera, che ha lasciato l'Albania e decide di tornarci dopo vent'anni con il suo amante, quasi in contrasto con la cultura patriarcale in cui era cresciuta. Hera ha un marito italiano e dei figli nati in Italia, vive in Italia, fa la videoartista ed è una donna realizzata. Eppure vive una serie di contraddizioni che riemergono con forza nel momento in cui mette nuovamente piede in Albania. Ricorda l'adolescenza vissuta in un contesto patriarcale e in una dittatura in cui anche vestirsi in modo diverso era considerato pericoloso.

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