Il cacciatore di libri31/10/2020

"La città dei vivi" di Nicola Lagioia e "La casa dalle finestre sempre accese" di Anna Folli

Il 4 marzo 2016 Marco Prato e Manuel Foffo, dopo una tre giorni di droga e sesso...

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Il 4 marzo 2016 Marco Prato e Manuel Foffo, dopo una tre giorni di droga e sesso, invitano a casa Luca Varani, 23 anni, e lo uccidono dopo averlo torturato a lungo. Due giovani di famiglie normali compiono un omicidio, confessano, ma neanche loro sanno identificare un movente. Il caso di cronaca nera sconvolse l'Italia e ora Nicola Lagioia, premio Strega nel 2014 con "La ferocia", lo ricostruisce nel libro "La città dei vivi" (Einaudi). Non un reportage giornalistico, ma neanche un romanzo di pura invenzione: Lagioia ha compiuto un'indagine sull'inconsapevolezza del male. Ha ricostruito attraverso gli atti giudiziari e le testimonianze di amici e parenti sia i fatti, sia le personalità dei protagonisti.

Nella seconda parte parliamo di "La casa dalle finestre sempre accese" di Anna Folli (Neri Pozza). La vita di Giacomo Debenedetti, uno dei più importanti critici letterari del '900, e di sua moglie Renata Orengo. Un uomo schivo e spesso insicuro che ha segnato la vita culturale italiana dagli anni '30 in poi. In casa di Giacomo e Renata, si a Torino che a Roma, si incontravano intellettuali e letterati come Carlo Levi, Mario Soldati, Umberto Saba, Eugenio Montale (con il quale aveva rapporti altalenanti) e soprattutto Alberto Moravia e Elsa Morante. Debenedetti è stato uno dei pilastri del Premio Viareggio e ha spesso sostenuto candidati andando controcorrente e scatenando polemiche. Ma su tutta la sua vita peseranno sempre due grandi dolori: la morte dei genitori quando era molto giovane e l'avvento delle leggi razziali nel '38 (lui, ebreo, non potè più lavorare e firmò alcuni articoli e sceneggiature ricorrendo a pseudonimi).

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