Il cacciatore di libri15/08/2019

"Il censimento dei radical chic" di Giacomo Papi

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"Il censimento dei radical chic" di Giacomo Papi (Feltrinelli) è un romanzo deliziosamente feroce. Feroce è l'ironia con la quale l'autore descrive un mondo nel quale ci si vergogna di aver studiato, esiste un'Autorità per la semplificazione della lingua italiana, vengono cancellate dal vocabolario le parole difficili, gli intellettuali sono denigrati e vengono addirittura uccisi e il governo organizza un censimento dei radical chic in teoria per proteggerli da queste aggressioni. Il mondo grottesco descritto da Papi trae spunto dalla realtà, ma naturalmente la estremizza. Una realtà in cui l'ignoranza è considerata una forma di innocenza e il sapere umanistico e scientifico è bistrattato. Al centro del romanzo c'è la figura del primo ministro dell'interno che, pur avendo studiato, si impegna a sembrare ignorante perché, dice, "per comandare, l'intelligenza la devi tenere nascosta". Insomma denigra la cultura per avere il consenso del popolo. Ma l'ironia feroce non risparmia neanche gli intellettuali, quelli che vogliono restare arroccati in una casta e non sono inseriti nella società.

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