Il cacciatore di libri06/06/2020

"Almarina" di Valeria Parrella e "Il nome della madre" di Roberto Camurri

Elisabetta Maiorana, 50 anni, insegna matematica nel carcere minorile ...

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Elisabetta Maiorana, 50 anni, insegna matematica nel carcere minorile di Nisida. Il marito è morto da tre anni, non ha figli. In carcere incontra una sedicenne romena che si fa chiamare Almarina e che si è lasciata alla spalle un terribile passato: il padre la picchiava e la violentava e così era fuggita per venire in Italia insieme al fratellino di sei anni. Sono le due protagoniste di "Almarina" di Valeria Parrella (Einaudi), romanzo candidato al Premio Strega. Fra Almarina, alla quale l'affetto è stato negato, ed Elisabetta, che non sa più cosa sia l'amore da quando è rimasta vedova, si verrà a creare un rapporto intenso e pieno di speranza.

Nella seconda parte parliamo con Roberto Camurri di "Il nome della madre" (NN Editore), un romanzo che si concentra su due personaggi, Ettore e il figlio Pietro, e su una grande assente, la madre di Pietro. Si segue prima la vita di Ettore che viene abbandonato dalla moglie e deve crescere da solo il figlio di pochi mesi, e poi la vita di Pietro, inevitabilmente segnata da questo abbandono. Un romanzo in cui l'assenza della madre diventa ingombrante e i silenzi scandiscono le relazioni affettive a iniziare dal rapporto padre-figlio. Nessuno parla a Pietro di sua madre, lui non conosce la sua faccia, non sa neanche il suo nome.

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