100 secondi04/04/2016

L'agenda della settimana - Pensioni: al lavoro per aumentare la flessibilità

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L'agenda della settimana, a cura di DEBORA ROSCIANI, Radio 24

Pensioni: al lavoro per aumentare la flessibilità, di ALBERTO ORIOLI, vicedirettore il Sole 24 Ore
Sono 474 mila le persone in pensione da oltre 36 anni in Italia. Queste persone che sono andate in pensione prima del 1980, avevano mediamente 54,9 anni. Se come data di riferimento invece prendiamo il 1986, quindi consideriamo i 30 anni, emerge che sono 800 mila le persone in pensione di vecchiaia di quell'anno. Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, ha così commentato questi dati: "Possono essere anche importi limitati, ma se uno li ha percepiti da quando aveva meno di 40 anni, chiaramente cumulandosi nel tempo vengono a stabilire un trasferimento di ricchezza pensionistica considerevole". Boeri nei giorni scorsi era già tornato a chiedere un contributo di solidarietà da parte di chi percepisce da molto tempo le cosiddette baby pensioni. Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha però subito escluso ogni iniziativa in tal senso. Il tema delle pensioni è un tasto delicato, va infatti ad intaccare la fiducia che a sua volta incide sulle aspettative dell'economia. L'argomento però resta caldo e i riflettori restano puntati sulle prossime mosse del Governo. Un poll di esperti, coordinati dal viceministro Tommaso Nannicini, sta cercando di far tornare i conti, soprattutto nel medio periodo. Quest'operazione però si scontra con un vincolo invalicabile: ogni misura che il Governo vorrà adottare dovrà trovare una copertura all'interno del sistema. Al vaglio della speciale commissione di ragiona su alcune ipotesi. In primis, la cosiddetta opzione donna, un regime sperimentale nata nel 2004 e consente alle lavoratrici dipendenti l'uscita anticipata con 57 anni e 35 anni di contributi, ma con il ricalcolo contributivo dell'intera pensione. Oppure della possibilità di un prestito pensionistico riconfigurato, vale a dire un sistema che consente ai dipendenti del settore privato, con un contratto standard e che abbiano maturato il requisito di vecchiaia entro il 2018, di poter optare un part time. Ogni decisione è comunque rinviata ad ottobre, deadline fine ottobre. Il cantiere sul tema pensioni resta dunque aperto e la questione è estremamente delicata.

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