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Il futuro della televisione

Dalla voce di uno dei protagonisti del cambiamento in Italia di uno dei mezzi di comunicazione più influenti, che ha di certo condizionato nel bene e nel male anche lo sviluppo politico e sociale del Paese, una visione sull'evoluzione della televisione. Ce lo ha raccontato Aldo Agostinelli, Responsabile delle attività digital e di innovazione per Sky Italia. Innanzitutto i contenuti: sempre più frammentati e autoconsistenti per permettere a chi ne fruisce di comporre a piacimento il prooprio storyline. Contenuti portabili e fruibili in situazioni e momenti di consumo differenti: dal divano condiviso con la famiglia su un device da 55 pollici allo smartphone con auricolari in un momento di 'transito' all'interno della giornata, inteso non solo come spostamento fisico ma come passaggio di stato e quindi di azione.
Questa atomizzazione impatta anche sul ruolo degli attori di mercato: da una parte la creazione e diffusione di contenuti dal ‘basso', sempre qualitativamente elevati per renderli immediatamente riconoscibili dagli user generated content (it.semrush.com) ma prodotti con persone e personaggi più vicini alle persone. Potremmo identificarli come advocates e non più come influencer (www.entrepreneur.com); dall'altra l'apertura a piattaforme di diffusione terze per espandere il proprio bacino di potenziali spettatori, fuori dalla cerchia degli abbonati ormai rimasta invariata negli ultimi anni.
Difficile cambiare modello di business, come giustamente esprime Aldo Agostinelli in questa lunga intervista, perché virare ad un momento a pagamento dopo due decenni di approccio totalmente free e convincere gli utenti a pagare una subscription è quantomeno difficile. Youtube ne è una prova. Non significa che nel lungo periodo non possa accadere: è una questione di interiorizzazione della cultura del pagamento del contenuto, oggi quasi completamente assente. Ma interiorizzando le abitudini si digerisce anche il modello di remunerazione e in questo caso il mondo della musica ancora una volta è stato precursore, con due importanti cambiamenti nel modello di business in meno di 25 anni.
La chiacchierata è poi virata sulle competenze e sui percorsi professionali e di crescita, che potete ascoltare nel podcast di oltre 20 minuti.

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