I lavori di domani 15/03/2020

Paolo Gubitta, Master in Organizzazione Aziendale 4.0

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Paolo Gubitta è professore ordinario di Organizzazione Aziendale e Family Business all'Università di Padova e presidente del corso di laurea triennale in Economia del medesimo Ateneo. È direttore scientifico dell'Area Imprenditorialità di CUOA Business School.Ha svolto periodi di ricerca e didattica in diverse Università straniere: Manchester (Gran Betagna), Lugano (Svizzera), Dearborn-Detroit (Stati Uniti), Lianoning (Cina), Guangzhou (Cina), Tel Aviv (Israele). I suoi temi di ricerca sono l'imprenditorialità, le imprese familiari, le imprese innovative e gli studi professionali. Su questi temi ha pubblicato articoli su riviste scientifiche nazionali e internazionali (Family Business Review, Cross Cultural Management, Journal of Technology Transfer), libri e capitoli in volumi collettanei nazionali e internazionali. Con Alessandra Tognazzo, nel 2012 ha vinto l'international award "Teaching Case Study-Competition Asfor-Emerald" e nel 2016 il "The most innovative and provocative paper"' all'IFERA Research Development Workshop. Dal 2012 è membro dell'Academic Advisory Board di General Electric Capital per la ricerca europea "The Mighty Middle". È consigliere di amministrazione della fiduciaria Deltaerre e di Ananas Nanotech e consigliere indipendente di Alcedo Sgr.Come civil servant è membro del collegio dei revisori di Assosport, del comitato di selezione del Premio Gaetano Marzotto per l'innovazione, del comitato scientifico di Corriere Imprese, dell'advisory board per l'Italia della European Confederation of Junior Enterprises, del comitato Medie Imprese di Assolombarda. Dal 2013 al 2015 è stato presidente del comitato scientifico del Galileo Festival dell'Innovazione. È editorialista del Corriere del Veneto e di Corriere Imprese.Paolo Gubitta, docente di Organizzazione Aziendale Università di Padova ci spiega appunto l'organizzazione aziendale 4.0.

Master in Organizzazione Aziendale 4.0

Master in Organizzazione Aziendale 4.0
I lavori ibridi necessitano di una nuova organizzazione 4.0 in grado di governare e valorizzare la relazione tra generazioni, lasciando spazio alla leadership della competenza. I lavori ibridi premiano i collaboratori con esperienza che riescono ad acquisire quanto basta dei saperi digitali e delle abilità relazionali. Come potranno riuscirci? L'elevato ritmo delle innovazioni tecnologiche e organizzative impone di acquisire in modo ricorrente nuove abilità (sociali, tecnologiche, tecniche o professionali. La formazione ricorrente di chi già lavora reclama soluzioni originali, che non possono essere i tradizionali percorsi d'aula, ma un modo diverso che possiamo definire modello Lego: da un lato, sessioni formative centrate su competenze e abilità specifiche, che il lavoratore acquisisce in fretta e che poi, come con i mattoncini Lego, aggiunge alla sua professionalità per adattarla "quanto basta" alle nuove esigenze; dall'altro, metodi didattici partecipati, dove si impara sperimentando, interagendo e osservando gli altri e simulando decisioni, e non solo seguendo una lezione, prendendo appunti e risolvendo casi. Il tipo di formazione che i lavori ibridi reclamano è un approccio plug&play, coerente con i tempi compressi dei cambiamenti ma l'organizzazione che li sostiene come deve e dovrà essere? Per esplorare le criticità del percorso di cambiamento nell'ottica del lavoro e della sua organizzazione di nuova generazione, segnaliamo il lavoro dell'Università di Padova, hanno elaborato un progetto formativo di Cittadinanza Digitale , Lavoroe info sui master clicca qui .

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