I lavori di domani 30/05/2021

Giulio Contini, la formazione in hospitality innovation and e-turism

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Giulio Contini

Giulio Contini si occupa di formazione in Hospitality Innovation and e-Turism. E arriva la nuova (e prima) laurea professionalizzante in queste materie, una formazione che mancava per lavori che sono già gettonatissimi e sono in ripresa dopo l'emergenza sanitaria. Da oltre 15 anni Giulio Contini lavora nel settore della formazione universitaria internazionale e negli ultimi 6 anni si è occupato specificamente di formazione universitaria ed executive nel settore "hospitality", come Direttore Internazionale di una prestigiosa hotel-school universitaria a Barcellona e, attualmente, proprio a Venezia città d'arte e turismo come Direttore Generale della Scuola Italiana di Ospitalità (SIO). La scuola, fondata congiuntamente dal gruppo TH Resorts e da Cassa Depositi e Prestiti ma aperta a collaborazioni con tutto il settore, punta a formare i professionisti di un'industry che contribuisce per il 13% al PIL del Paese e che ha bisogno di riqualificarsi e crescere puntando su tre pilastri: valorizzazione dell'identità italiana, digitalizzazione e sostenibilità.
Si occupa dello studio e creazione dei prodotti formativi nei loro vari format, con i diversi partner accademici ed industriali, della gestione dei rapporti con i fondatori e con i nuovi soci partecipanti e sostenitori, rapporti istituzionali ed internazionali.

Siti, app e link utili
hcareers.com
turijobs.it
hosco.com
helptourist.it
jobintourism.it

La formazione in hospitality innovation and e-turism
Si affacciano nuove professioni del settore hospitality, o meglio delle versioni 2.0 delle professioni che già esistevano ed hanno un grande bisogno di "reskilling" per poter migliorare la competitività del sistema. Per esempio l' Hospitality Manager: un leader con intelligenza emotiva (quindi soft skills, cross cultural management and communication skills, etc) che abbia un background su come usare in modo strategico i dati e le informazioni di cui dispone, e che la possa applicare ai diversi dipartimenti (Hotel MAnagement, Marketing, Food and Beverage management, etc...). Per questo è necessario lo studio delle soft skills (es: HR Management for hospitality, Cross Cultural Management and Communication, Lingue straniere, Storytelling for Hospitality, Guest Experience Design, Mediazione culturale). A cui si affianca lo studio di Hard Skills (es. - invece di "statistica", big data analysis for Tourism, invece di "informatica" studiare i 4 gruppi di software per il settore come CRM, PMS, Channel Management System e Revenue Management System). In più come ingrediente è necessaria la flessibilità,, capacità di adattarsi alle mutevoli esigenze di un settore in continuo cambiamento e dei clienti, diversi sia per location (es resort sul mare vs. city hotel) che per provenienza (es. aspettative di un russo diverse da aspettative di un cinese etc). Altra figura il Quality manager nel dipartimento housekeeping, visita la struttura con un tablet ed aggiorna in una dashboard la qualità in termini di igiene, pulizia, immagine percepita per valutarne e migliorarne l'evoluzione nel tempo. E poi c'è anche l'Insider/digital concierge: connette gli ospiti con le esperienze culturali e gastronomiche del territorio, facendoli immergere in contesti reali e non prettamente turistici, possibilmente in atmosfera partecipata sia da local che da turisti, in modo da offrire AUTENTICITÀ dell'esperienza.

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