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Vaccini. Giannelli (ANP) a Radio 24: "Fuori da scuola chi non è vaccinato"
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Vaccini. Giannelli (ANP) a Radio 24: "Fuori da scuola chi non è vaccinato"

di Maria Piera Ceci

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Settembre è alle porte e si lavora per un regolare inizio dell'anno scolastico, cosa non semplice viste il susseguirsi di dichiarazioni e smentite sulla regolamentazione dell'obbligo vaccinale a scuola. Mercoledì un nuovo incontro fra i rappresentanti dei dirigenti scolastici e il Ministero della Salute. Al centro dell'incontro, il paventato slittamento degli obblighi vaccinali e la conseguente ricaduta sulle scuole.
"Abbiamo espresso perplessità ed esposto le nostre difficoltà" - spiega a Radio 24 Antonello Giannelli, presidente dell'ANP l'Associazione Nazionale Presidi). "E da parte dell'amministrazione non è che ci sia stata una risposta, ma disponibilità all'ascolto. Ci rivedremo entro fine agosto per fare il punto sulla situazione. Noi abbiamo chiarito che l'idea di mettere i bambini in classi differenziate è impossibile e non lo faremo. Non se ne parla, perché non è possibile dal punto di vista organizzativo e, in secondo luogo, (questa è forse la ragione più importante) perché non è possibile discriminare sulla base di situazioni di salute".

- Quale soluzione auspica l'ANP?
"La soluzione in questo momento è quella di tenere in vigore la legge così com'è, perché non è possibile in corso d'opera modificarla in questo modo. Questo non è un intervento chirurgico, ma un intervento che ha degli strascichi non controllabili e non gestibili. Bisogna continuare con la legge così com'è ed escludere dalla frequenza i bambini che non sono vaccinati. Non vedo altra possibilità". 

- I dirigenti scolastici sono in grado di verificare le autocertificazioni che arrivano alle scuole?
"Questo delle autocertificazioni è un bell'altro problema, perché la legge Lorenzin non prevedeva la possibilità di presentare autocertificazioni in questo secondo anno. Si riferivano solo al primo anno di applicazione. E tutti dobbiamo sapere che se si presenta un'autocertificazione, poi viene controllata. Se il controllo dà esito negativo, cioè ciò che si è dichiarato il falso, poi c'è la denuncia per dichiarazione falsa a pubblico ufficiale. Invece temo che sia circolata la vulgata secondo cui l'autocertificazione è un pezzo di carta, uno lo scrive e sta a posto, invece si rischia la galera".

- Da Treviso arriva la denuncia di una coppia di genitori di una bambina con un deficit immunitario. Costretta a restare a casa perché due suoi compagni di classe non vaccinati avevano contratto la varicella. E lei, una bambina trapiantata, non aveva potuto sottoporsi alla seconda vaccinazione. Un'ingiustizia, secondo i genitori che hanno presentato una denuncia contro ignoti per omissione d'atti d'ufficio, istigazione alla disobbedienza e tentata epidemia. 
"Indubbiamente il dirigente scolastico è titolare di un obbligo di garanzia nei confronti dell'incolumità di chi frequenta le scuole. Quindi bisogna applicare la legge, cioè il decreto Lorenzin. Se era previsto che venisse escluso dalle lezioni chi non si era vaccinato, doveva essere fatto, non c'è dubbio".

- Temete che al caso di treviso possano seguirne altri?
"Speriamo di no ed è per questo che ci stiamo adoperando in questi giorni di agosto. Stiamo cercando di far capire che certe soluzioni sono improvvide e non tengono conto dell'organizzazione scolastica. E quindi mal si adattano ad essere utilizzate".

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