INIZIATIVE SPECIALI19/04/2022

Radio 24 a Cibus, il salone internazionale dell'alimentazione

Radio24 è presente con i suoi studi a Cibus, il Salone internazionale dell'alimentazione...

Radio24 è presente con i suoi studi a Cibus, il Salone internazionale dell'alimentazione, dal 3 al 6 maggio a Parma. Una vetrina importante per il "Made in Italy", minacciato dalle conseguenze della guerra in Ucraina e dalla pandemia. Dopo la scorsa edizione, che ha segnato il ritorno delle fiere in presenza a livello mondiale, oltre tremila aziende rappresentanti del settore agroalimentare tornano nella città emiliana con prodotti innovativi e show cooking per rimarcare la centralità del cibo. Cibus è così occasione per fare il punto su temi come il reperimento delle materie prime, l'andamento dei prezzi, i cambiamenti nel carrello della spesa degli italiani, la filiera.

Radio24 trasmette dalla Fiera di Parma alcuni programmi e approfondimenti.
Padiglione 7 - 8 stand K18

MARTEDI 3 
dalle 17:00 alle 18:30 - Focus economia - condotto da Sebastiano Barisoni

MERCOLEDI 4
dalle 13:00 alle 14:00 - Effetto giorno - condotto da Alessio Maurizi

GIOVEDI 5
La bufala in tavola
- condotto da Nicoletta Carbone

VENERDI 6 
dalle 11:00 alle 12:00 - Due di denari - condotto da Debora Rosciani e Mauro Meazza


LE INTERVISTE DI MATIA VENINI E ROSANNA MAGNANO

All'interno della fiera Cibus ha dedicato un'area a 40 start-up che si stanno mettendo in luce nel mercato agroalimentare italiano con progetti innovativi volti a ridurre gli sprechi.

"Il nostro settore sta soffrendo moltissimo i rincari di energia e gas e gli aumenti dei prezzi delle materie prime, sia delle carni suine, che sono alla base dei nostri prodotti, sia dei mangimi per gli animali", analizza Davide Calderone, direttore di ASSICA, l'Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi.

Da anni si parla di Italian Sounding, la contraffazione dei prodotti italiani all'estero. Secondo le ultime stime di Coldiretti costa al settore agroalimentare 100 miliardi di euro. L'ultima eccellenza italiana colpita da questo fenomeno è l' Aceto Balsamico di Modena IGP, la cui filiera deve all'export oltre il 90% del proprio fatturato.

Anche quest'anno si rinnova il progetto Cibus Food Saving, l'iniziativa di lotta allo spreco nata dalla collaborazione tra Fiere di Parma e Banco Alimentare per raccogliere le eccedenze della fiera e donarle alle famiglie bisognose. "Lo scorso anno abbiamo recuperato 15 tonnellate di cibo, pari a 30mila pasti donati a chi ne ha bisogno", spiega Giuliana Malaguti, responsabile comunicazione di Banco Alimentare.

La tempesta dei costi, aggravata dalla guerra in Ucraina, pesa su una delle principali eccellenze del made in Italy, la filiera agroalimentare che in questi giorni al Cibus di Parma festeggia un parziale ritorno alla normalità dopo il covid ma che si ritrova davanti a un orizzonte carico di ombre. Con un'azienda agricola su dieci che secondo Coldiretti rischia di chiudere per il caro energia con un effetto domino su tutti i mezzi di produzione. Dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi, fino al +129% per il gasolio, con incrementi dei costi correnti di oltre 15.700 euro in media, ma con punte di oltre 47mila euro per le stalle da latte e picchi fino a 99mila euro per gli allevamenti di polli. Come uscirne?

"Siamo in mezzo a una tempesta, i fondi europei del PNRR che servivano a rilanciare il paese e ad affrontare la sfida della transizione ecologica devono adesso andare a sostegno delle famiglie", dice il sottosegretario alle politiche agricole Gian Marco Centinaio commentando il rallentamento della ripresa economica dovuto al conflitto ucraino.

Abbiamo scoperto in queste ultime settimane quanto sia stretto il rapporto tra pace e cibo e quanto è importante la sua funzione di stabilizzatore sociale. La carenza o la mancanza totale di cibo portano infatti rivolte, tensioni sociali e proteste. Dal Covid alla guerra la filiera agroalimentare ha quindi mostrato nella crisi tutta la sua centralità. E mentre le imprese provano a festeggiare il ritorno alla normalità al salone internazionale Cibus di Parma, il caro energia e materie prime impatta sull'agricoltura e mette in crisi un'azienda su dieci.

"La fornitura dei prodotti alimentari è messa a rischio dall'aumento dei prezzi e dalla difficoltà nel reperimento delle materie prime, specialmente dei cereali", dice Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, in merito alle conseguenze della guerra in Ucraina per le aziende della filiera.

"Dopo gli ottimi risultati dell'export nel 2021, a causa della crisi internazionale è impossibile al momento fare previsioni su come andrà quest'anno", commenta Carlo Ferro , presidente dell'ICE.

"Quest'anno la fiera è dedicata alla centralità del cibo, alla sua vocazione dal punto di vista culturale, alla sua capacità di inclusione, tematiche che mai come in questo periodo storico non possono essere date per scontate", annuncia Antonio Cellie, CEO di Fiere di Parma.

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