Storiacce23/02/2016

Abu Omar, Pomarici: "Italia schiaffeggiata da Strasburgo. E ora per Regeni vogliamo chiarezza"

Strasburgo condanna l'Italia, per il caso Abu Omar. 13 anni dopo il rapimento dell'ex imam di Milano...

  • di Raffaella Calandra

Strasburgo condanna l'Italia, per il caso Abu Omar. 13 anni dopo il rapimento dell'ex imam di Milano, la corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che il nostro Paese dovrà risarcire Abu Omar e la moglie, con 70mila euro l'uno, 15mila la seconda, perché le autorità - scrivono i giudici - "sapevano che era stato vittima di un'operazione di extraordinary rendition" da parte della Cia. Come in quegli anni avvenne in più parti d' Europa. Ugualmente permisero il suo rapimento e trasferimento in Egitto, dove fu torturato, "in violazione dei diritti umani". E poi l'Italia- e qui sta un punto centrale- ha "abusato del segreto di Stato", ha stabilito la corte di Strasburgo. Questione cruciale, questa, perché quel segreto, opposto da 4 diversi Governi di colore politico differente, ha fatto sì che alla fine il processo contro gli ex vertici del servizio segreto militare, Niccolò Pollari e Marco Mancini, si concludesse con il proscioglimento e l'annullamento da parte della Cassazione delle condanne. Proprio perché la copertura dell'immunità sugli 007 - confermata dalla Consulta - rendeva impossibile perseguire l'azione penale. Strasburgo critica anche i tre provvedimenti di grazia, accordati dal Quirinale ad altrettanti agenti Cia, condannati per il caso Abu Omar.

"E' una vittoria molto amara. Noi, che siamo culla del diritto, ci troviamo schiaffeggiati brutalmente", commenta con Radio24 Ferdinando Pomarici, pm di Milano che con Armando Spataro - ora procuratore di Torino - ha condotto le indagini sul caso Abu Omar. "Ora noi pretendiamo dal Governo egiziano per la morte di Giulio Regeni - aggiunge Pomarici, intervistato per Storiacce di Radio24 - di avere quella chiarezza che noi invece non abbiamo avuto. Mi aspetterei che il Governo di oggi - se vuole essere autorevole agli occhi di Al Sisi - elimini il segreto di Stato."

Abu Omar fu rapito il 13 febbraio 2003 a Milano, portato in Germania e poi in Egitto, dove fu torturato. Come lui stesso raccontò all'epoca a Storiacce di Radio24. Confermando che "parlava italiano la prima persona che lo fermò, chiedendogli i documenti quel giorno".

E ora dopo la condanna di Strasburgo, il vicepresidente della Commissione antimafia, Claudio Fava, annuncia con Radio 24 che riproporrà l'abolizione del segreto e chiederà "al premier Matteo Renzi di riferire in aula".

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