28/09/2017

Il nuovo codice antimafia è legge. Misure preventive anche per i corrotti

E' il terzo tassello sul fronte del diritto penale, dopo la riforma del processo e della prescrizione e il reato di tortura...

  • di Anna Marino

E' il terzo tassello sul fronte del diritto penale, dopo la riforma del processo e della prescrizione e il reato di tortura, che approda al via libera. Il nuovo codice antimafia è legge e tra le novità introduce di fatto una sorta di equiparazione tra mafioso e corrotto. Con alcune novità: sequestro dei beni per i corrotti come per i mafiosi, misure di prevenzione come la confisca estesa agli indiziati e sospettati di reati contro la pubblica amministrazione. Compresi anche i sospettati di stalking. Arriva anche il nuovo controllo giudiziario per le imprese quando esiste il rischio concreto di infiltrazione da parte del crimine organizzato che ne condiziona l'attività, un controllo da un anno a due anni. Infine sostegno alle aziende confiscate meritevoli e una maggiore trasparenza nella scelta degli amministratori giudiziari iscritti a un albo per evitare parentopoli. Sono stati mescolati reati e provvedimenti diversi tra loro spiega Beniamino Migliucci. Presidente del Consiglio delle Camere penali. Questa equiparazione di fatto tra corrotto e mafioso ha fatto scoppiare polemiche che hanno portato all'approvazione di un ordine del giorno. Impegna il governo a valutare, dopo un monitoraggio sulla prima applicazione della legge, la possibilità di rivedere proprio questo punto del codice antimafia.



Per il ministro della Giustizia, Andrea Orlando è una "svolta", ci saranno "piu' strumenti contro la mafia e piu' trasparenza". L'intervista di Raffaella Calandra per Storiacce...



A favore 259 voti del pd, mdp e centristi, contrari FI e M5S. Per le polemiche approvato un ordine del giorno, che impegna il governo a monitorare e rivedere se necessario il codice antimafia. Tradotte in legge le regole di rigore applicate dal Presidente del Parco Nebrodi Giuseppe Antoci, uscito illeso da un agguato. Aveva bloccato il business di terreni demaniali, dove i boss ottenevano ettari in concessione da amministratori corrotti o intimiditi a 30 euro per ettaro anziché 3 mila per accaparrarsi dall'Unione europea fondi da 500 mila euro per colture biologiche mai impiantate.



Di diverso parere perchè sono stati mescolati reati e provvedimenti diversi tra loro Beniamino Migliucci, Presidente del Consiglio delle Camere penali...

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