08/02/2017

'Ndranghetta e curva della Juve. La società collabora con gli inquirenti

Una "zona grigia", ancora tutta da indagare. Proprio alla vigilia della trasferta in Calabria per il match contro il Crotone...

  • di Dario Ricci

Una "zona grigia", ancora tutta da indagare. Proprio alla vigilia della trasferta in Calabria per il match contro il Crotone, recupero della 18ma giornata. Un'inchiesta della magistratura di Torino e una del capo della Procura della Federcalcio, Giuseppe Pecoraro, stanno scavando intorno alla possibile commistione tra il tifo organizzato della Juventus e la 'ndrangheta.
Per questo Marco Di Lello, presidente del Comitato Mafia e Sport della Commissione antimafia, ha ascoltato i pm della Procura torinese: al centro delle indagini un presunto accordo Juve-ultras per assicurare la quiete allo stadio e per il bagarinaggio. Un grosso affare per la malavita organizzata.
Allo stato dei fatti, la Juventus risulterebbe totalmente all'oscuro di eventuali connessioni tra mafia e Curva. Nessun reato penale, quindi, ma possibile ammenda da parte della giustizia sportiva, che impedisce contatti diretti tra club e tifosi nella gestione del ticketing, proprio per evitare inquietanti zone grigie.
Ad oggi nessun suo tesserato risulta indagato, mentre la Società sta collaborando con gli inquirenti. Perché il caso non è chiuso. Anzi. S'è visto anche domenica sera allo Stadium durante il match contro l'Inter: un pezzo di curva Juve era vuoto, i Viking in sciopero per uno striscione vietato. Alludeva alle infiltrazioni del business mafioso nel bagarinaggio. Senza dimenticare che diversi indagati nell'inchiesta Alto Piemonte - di cui il caso Juventus è una costola - vantano nelle intercettazioni contatti diretti con calciatori, dirigenti e lo stesso presidente Andrea Agnelli.

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