06/06/2017

Londra, il procuratore Amato: Così Youssef disse che voleva fare il terrorista

"Quando fu fermato, disse: voglio fare il terrorista". Le sue più profonde intenzioni, Youssef Zaghba le aveva persino confessate, salvo ritrattare...

  • di Raffaella Calandra

"Quando fu fermato, disse: voglio fare il terrorista". Le sue più profonde intenzioni, Youssef Zaghba le aveva persino confessate, salvo ritrattare, quando fu fermato allo scalo di Bologna, in partenza per Istanbul. E ora quel fascicolo....ripreso in mano dal procuratore Giuseppe Amato.....diventa l'ennesimo pesante atto d'accusa per l'intelligence anglosassone. Ora che Youssef Zagbha - 22 anni, padre marocchino, madre italiana - è stato identificato come il terzo terrorista del London Bridge. La cui pericolosità era stata segnalata dall'Italia alla Gran Bretagna.
Nel marzo 2016, fu il suo biglietto di sola andata, solo uno zainetto come bagaglio e una certa agitazione ad accentrare i sospetti su Zaghba, nel cui cellulare furono trovate immagini di propaganda dell'Isis e sermoni regligiosi. Fu controllato anche il pc a casa della mamma, nel bolognese, a Valsamoggia, ma il Tribunale del Riesame fece cadere le accuse di terrorismo internazionale a suo carico (così tutto gli fu restituito). Ma non i sospetti, tanto che fu segnalato al MI5, tanto che la Digos l'ha pedinato tutte le volte che è tornato a Bologna, 10 giorni in un anno e mezzo. Così ora il procuratore Amato con Radio24 dice: "abbiamo segnalato a Londra, come sospetto, Non abbiamo nulla da rimproverarci. Non c'erano elementi che fosse un terrorista".

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