Effetto giorno08/03/2016

L'imbroglio delle primarie a Napoli

I video diffusi in rete in queste ore dimostrano in modo inoppugnabile l'imbroglio delle primarie del Pd a Napoli...

I video diffusi in rete in queste ore dimostrano in modo inoppugnabile l'imbroglio delle primarie del Pd a Napoli. Le immagini riprese da telecamere nascoste intorno ai seggi di alcuni quartieri del capoluogo campano (Scampia, Piscinola, San Giovanni a Teduccio), ritraggono consiglieri municipali e consiglieri comunali che forniscono ai votanti il denaro necessario per partecipare alle primarie, dopo averli istruiti a mettere la croce sul nome della candidata Valeria Valente.

La segretaria regionale del Pd campano Assunta Tartaglione parla di "alcuni macchinosi tentativi di infangare le primarie utilizzando episodi isolati". Non sono casi isolati perché il Pd campano non è nuovo a vicende di questo tipo.

Il 23 gennaio 2011, le primarie vinte dal bassoliniano Andrea Cozzolino furono annullate dall'allora segretario Pierluigi Bersani e perfino la Dia campana indagò sull'ipotesi di reato di minacce aggravate dall'aver favorito un clan di camorra. In occasione delle parlamentarie Pd del 29 dicembre 2012, in un seggio di Nocera Inferiore, provincia di Salerno, erano risultati più voti che votanti. Per l'esattezza, 1.200 elettori e 1.800 schede, come risulta dagli accertamenti della Procura di Salerno.

E' accaduto anche nel 2014 per le primarie per la segreteria regionale in Campania. Vinse la renziana Assunta Tartaglione, ma gli sconfitti Michele Grimaldi, segretario della sinistra giovanile, e il deputato Guglielmo Vaccaro denunciarono numerosi brogli.

Quelli che abbiamo visto domenica, sono dunque comportamenti che si muovono certamente nella sfera del voto di scambio e non minano soltanto la credibilità del Pd napoletano, ma pesano e mettono in forte discussione l'esito delle primarie come strumento democratico di libera scelta di una classe dirigente.

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