GR04/06/2021

Il ritorno dello Stato al Festival dell'Economia 2021 - di Andrea Ferro

L'emergenza pandemica ha riportato al centro la funzione e le prerogative dello Stato...

L'emergenza pandemica ha riportato al centro la funzione e le prerogative dello Stato quale erogatore di servizi essenziali per la collettività, a partire dalla sanità. Ma quale ruolo deve avere rispetto al mondo delle imprese, rispetto agli equilibri con le autonomie locali? Come superare le sue inefficienze anche attraverso un impiego efficace delle risorse del Pnrr? Come va quindi ridisegnata la presenza dello Stato e, al tempo stesso, come andrà progettata la sua progressiva ritirata?
Sono gli interrogativi al centro di analisi, confronti, dibattiti e proposte che stanno animando il Festival dell'Economia in programma fino al 6 giugno. Il titolo della sedicesima edizione è: "Il ritorno dello Stato: imprese, comunità, istituzioni". Partecipano cinque premi Nobel, (Michael Kremer, Paul Milgrom, Joseph E. Stiglitz, Michael Spence e Jean Tirole), il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, e sette ministri del governo Draghi. E poi esperti, economisti, medici, sociologi, metà dei quali provenienti o in collegamento dall'estero.
Dopo l'edizione 2020 svoltasi forzatamente on line, il Festival torna così ad animare la città tra prudenza e massima attenzione alle norme anti covid: la presenza del pubblico è da sempre il valore aggiunto della manifestazione.

"L'accordo tra Stato e Regioni sul piano vaccinale sia un modello da seguire per affrontare l'emergenza economica attraverso il Pnrr", dice Mariastella Gelmini, ministra degli Affari Regionali.


"Per l'emergenza sanitaria, in Italia le scuole sono state chiuse più a lungo che in altri paesi europei, per gli studenti una perdita di competenza che si tradurrà in futuro in minori guadagni", dice Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli.


"Investire sulla ricerca, sui vaccini termostabili in grado di essere distribuiti in tutto il mondo: questa la strada per combattere le future pandemie", afferma Ilaria Capua.


"È l'epoca delle pandemie, per affrontarle bisogna innanzitutto combattere le povertà, ma non ci stiamo preparando a farla", è il monito lanciato da Walter Ricciardi.


"I nuovi concorsi terranno conto dei titoli e delle esperienze dei sindacati, per ogni bando verranno richieste competenze specifiche", annuncia il ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta.


"Il Pnrr contiene riforme per ogni settore, anche per la gestione delle Infrastrutture", dichiara Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili.


"Per rispettare gli impegni e ottenere le risorse dell'Europa l'Italia è chiamata a riforme importanti come giustizia, fisco e legge sulla concorrenza" ha detto il commissario europeo Paolo Gentiloni nell'anteprima del Festival.


"Chi continua a chiedere il blocco dei licenziamenti vuole male ai lavoratori, che alla fine si troveranno tutti assieme senza occupazione, occorre progettare una graduale uscita da questa situazione", dice Tito Boeri, direttore scientifico del Festival.


"C'è la preoccupazione che ci abituiamo troppo ai sussidi, quindi bisogna poi uscire da questa dimensione; sulle regole del Patto di Stabilità sarà difficile trovare un accordo su come cambiarle", sostiene l'economista Carlo Cottarelli.


"L'Italia ce la deve fare, questo è un momento importante che permette all'Italia di elevare i nostri tassi di crescita storicamente molto bassi, dobbiamo portarci sopra l'1-1,5%", commenta Gregorio De Felice, chief economist di Intesa San Paolo.


Tito Boeri: "Durante la pandemia abbiamo sviluppato una maggiore consapevolezza della necessità che ci siano delle autorità di fronte all'irrompere delle esternalità, al tempo stesso abbiamo amministrazioni pubbliche che non funzionano in maniera adeguata".


Maurizio Fugatti:
"Parlare di ritorno dello Stato in una terra che è il cuore dell'autonomia è quantomai necessario, sarà un Festival il più possibile in presenza".


Giuseppe Laterza: "Questo è un passaggio storico in cui bisogna essere lungimiranti, guardare il mondo con lenti nuove e il Festival, come sempre, ci aiuta a farlo tra analisi e proposte".


Innocenzo Cipolletta: "In questi mesi abbiamo vissuto il ritorno dello Stato come ritorno alla sua funzione di base, cioè l'erogazione dei servizi collettivi per le persone, uno Stato che funziona ci rende più liberi e più uguali".


Flavio Deflorian, neo rettore dell'Università di Trento: "L'Università non può che portare le sue competenze e confrontarsi con l'ambito internazionale che il Festival ogni anno raduna a Trento".

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