Effetto giorno30/10/2018

Cresce la fronda interna M5s contro il Governo

C'è qualcosa di più profondo che si cela dietro le recenti divisioni all'interno del M5s ...

  • di Daniele Biacchessi

C'è qualcosa di più profondo che si cela dietro le recenti divisioni all'interno del M5s.
Il movimento, sul piano storico, mette insieme tre anime politiche ben distinte che convivono in un progetto anti sistema: fuoriusciti da gruppi e partiti di destra, ex elettorato di sinistra, singole persone che fino alla formazione del M5s sostanzialmente non votavano.
Oggi M5s è al Governo con la Lega.
Due mondi diversi e antitetici, però legati tra loro da un contratto.
Ognuno si è presentato agli elettori con un programma che in alcuni punti era coincidente, ma ora stanno venendo fuori i veri nodi da sciogliere.
La Lega è un soggetto monolitico, tutto schierato intorno al suo leader Matteo Salvini.
Il Cinque stelle, essendo un movimento e non un partito, ha più problemi.
I primi scricchiolii giungono dalle recenti manifestazioni contro il gasdotto pugliese in cui gli stessi membri dei comitati anti Tap hanno bruciato in piazza le bandiere del movimento, accusato di aver tradito le storiche battaglie.
Poi c'è la rivolta di quattro tra senatori e senatrici contro il decreto sicurezza voluto da Salvini: sono Paola Nugnes, Elena Fattori, Gregorio De Falco e Matteo Mantero.
In Senato la maggioranza governa con uno scarto di soli sei voti e altri parlamentari potrebbero accodarsi ad un eventuale voto contrario, anche con una fiducia.
Forse non è ancora il tempo della rivolta, perché c'è da approvare la manovra, ma la prossima campagna elettorale europea potrebbe essere il vero banco di prova per la tenuta della maggioranza e del contratto di governo, al netto dei mercati e dello scontro con l'Unione Europea.

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