06/10/2017

Crac Cirio. Geronzi condannato a quattro anni in Cassazione. Nuovo processo per Cragnotti

Nei mesi in cui si susseguono ad un ritmo che ha persino dell'incredibile i casi di risparmio tradito gli ultimi riguardano...

  • di Debora Rosciani

Nei mesi in cui si susseguono ad un ritmo che ha persino dell'incredibile i casi di risparmio tradito gli ultimi riguardano i crack bancari arriva una sentenza che riporta la memoria a quella che qualcuno ha ribattezzato "la madre di queste vicende". Ed è sentenza definitiva quella che la Corte di cassazione ha emesso per la bancarotta della Cirio di Sergio Cragnotti, consumatasi nel novembre del 2002, quando il gruppo rese noto di non essere in grado di rimborsare le obbligazioni in mano a 30mila risparmiatori, per un miliardo di euro. La conferma a quattro anni di condanna arriva per Cesare Geronzi, ex numero di Banca di Roma e Capitalia, il banchiere ritenuto corresponsabile del fallimento di una delle aziende di punta del panorama agroalimentare italiano. Che avvenne in un periodo drammatico per le famiglie italiane, in quegli anni vittime non solo del caso Cirio ma anche del crack Parmalat e dello Stato Argentino. Una condanna confermata dunque per Geronzi, dopo il verdetto identico emesso nel 2015 dalla corte d'appello di Roma, ma non per l'ex patron del gruppo, Sergio Cragnotti appunto, per il quale viene disposto un nuovo processo. Definitive anche le altre condanne, a partire da quella per il figlio di Cragnotti, Andrea: 2 anni e 4 mesi di reclusione coperti da indulto. Soddisfatte le associazioni dei consumatori che parlano di "sentenza equilibrata e di rivincita morale e materiale per migliaia di risparmiatori traditi che dopo ben 15 anni ricevono giustizia.

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